ROBERTA BORTOLUCCI-La pista cifrata delle donne
ROBERTA BORTOLUCCI -LA PISTA CIFRATA DELLE DONNE
Superare ostacoli, automatismi e convinzioni per trovare la propria strada
di Roberta Bortolucci – Ed. FrancoAngeli
Ci sono donne che lavorano moltissimo, che sostengono organizzazioni, famiglie, progetti, persone. Donne competenti, affidabili, presenti.
Eppure, spesso, qualcosa non torna. Non sempre si sentono riconosciute.
Non sempre si sentono davvero libere. Non sempre riescono a vedere il proprio valore con la stessa chiarezza con cui lo vedono negli altri.
La pista cifrata delle donne nasce da qui.
Dal tentativo di leggere quei punti invisibili che molte donne portano dentro di sé: automatismi mentali, pensieri appresi, modelli interiorizzati, modi di stare nel mondo che finiscono per limitare possibilità, voce, autorevolezza e spontaneità.
Il titolo richiama la “pista cifrata” della Settimana Enigmistica: quei giochi in cui, all’inizio, si vedono solo punti sparsi. Solo collegandoli emerge l’immagine nascosta.
Anche nella vita spesso accade così.
Esperienze, paure, aspettative, ruoli, educazione, bisogno di approvazione, difficoltà a dire no, paura del giudizio, desideri trattenuti: sembrano frammenti separati. Ma quando iniziamo a collegarli, capiamo che esiste un disegno più profondo.
Il libro nasce da anni di coaching, formazione e lavoro con donne che operano in contesti professionali, organizzativi e imprenditoriali. Molte delle situazioni raccontate prendono forma da storie vere, esperienze reali, dialoghi accaduti realmente nei percorsi di crescita personale e professionale.Non sono personaggi costruiti a tavolino. Sono donne che hanno vissuto dubbi, blocchi, senso di inadeguatezza, fatica nel riconoscersi, difficoltà ad esporsi o a sentirsi legittimate nei luoghi dove si decide.
Proprio per questo il libro non ha un taglio teorico o accademico.
Accanto alle riflessioni ci sono episodi concreti, conversazioni, immagini quotidiane ed esercizi che accompagnano il lettore a fermarsi, osservare i propri automatismi e rileggere alcune dinamiche personali con maggiore consapevolezza.
Gli esercizi non sono pensati come “tecniche motivazionali”, ma come occasioni di auto-osservazione: piccoli passaggi per riconoscere schemi mentali, modalità relazionali e convinzioni che spesso agiscono in automatico.
Uno dei temi centrali è proprio questo: la differenza tra esserci ed essere riconosciute. Tra fare molto ed essere percepite come autorevoli. Tra avere valore e riuscire a portarlo nel mondo senza continuamente metterlo in dubbio.
Nel libro compaiono anche i “draghi”: figure, contesti o relazioni che spengono energia e fiducia, facendo sentire le donne “troppo”, “non abbastanza”, “fuori posto” o costantemente in difetto.
Ma La pista cifrata delle donne non è un libro sulla lamentela. È un libro sulla possibilità. Sulla possibilità di riconoscere i propri automatismi prima che decidano al posto nostro. Di uscire da modelli costruiti solo per essere accettate. Di recuperare autenticità, presenza e libertà interiore.
Perché, molto spesso, il problema non è l’assenza di capacità. È la difficoltà a vedersi con uno sguardo diverso.
E forse, proprio come nelle piste cifrate, il punto non è aggiungere qualcosa che manca. Ma imparare finalmente a collegare ciò che c’è già
