Previous Next
Incidenti sul lavoro: basta deroghe alla pervenzione INCIDENTI LAVORO-IL DIARIO DEL LAVORO  Aumentano i morti, ma l’adeguamento alle norme di... Read more
E NON SI DICA CHE NON E' VERO Alessandra Servidori         E non si dica che non è vero La volgarità non è mai stata una... Read more
Seduta 499 del Senato Nel corso della seduta pubblica n° 499 del Senato del 8 settembre 2015 è stato approvato il testo... Read more
CROZZA o CARO! Alessandra Servidori                                         CROZZA o CARO!... Read more
Astuccio sulle patologie oncologiche, invalidanti, ingravescenti Pubblichiamo il pdf dell'astuccio/opuscolo sulle patologie oncologiche, invalidanti,... Read more
Governo Irresponsabile  Alessandra Servidori  Questo governo non ha  il pudore della responsabilità :sui conti... Read more
Giovani,paura,Europa,futuro.Parliamone con loro Alessandra Servidori  Tra i banchi di scuola :  giovani,paura, Europa,il futuro.Parliamone con... Read more
Noi e il cancro Dalla parte delle persone “lungo sopravviventi” Ci chiamano così siamo sopravissute al cancro e... Read more
Le 4 Signore di forza italia fanno primavera Alessandra Servidori  Le quattro signore di Forza Italia fanno primavera Silvio Berlusconi ha... Read more
Giovani : studio in azienda e lavoro a scuola Alessandra Servidori   * 31 Dicembre 2016 IL RESTO del CARLINO-QUOTIDIANO- pag 10  Fine... Read more
UN DEF DEMENZIALE e 4 anime colpevoli Alessandra Servidori  4 Anime : 1 in pena( Tria) 1 Spavalda( Conte) e 2 sciallate (Salvini e Di... Read more
2018 : attenzione alla disabilità Alessandra Servidori       Attenzione alla disabilità  Anche nel 2017  si è registrato un... Read more
PAPA FRANCESCO : "Nelle scuole bisogna un'educazione sessuale...." Non giusto.Giustissimo ! Alessandra Servidori        PAPA FRANCESCO : "Nelle scuole bisogna  dare un'educazione... Read more
LE CREPE ormai FRANE della politica bancaria nostrana   Alessandra Servidori          LE CREPE ormai FRANE della politica bancaria nostrana  10... Read more
Italia invisibile a DAVOS Alessandra Servidori L’Italia invisibile tra le bianche nevi svizzere   www.formiche.net Mentre... Read more
Ma che mondo Ikea è dove si licenzia la madre di un disabile? Al responsabile risorse umane IKEA Corsico MILANO   \n Questo indirizzo email è protetto... Read more
Ancora sulla demenziale dominante teoria del gender Alessandra Servidori Ancora sull’educazione (?) teoria di gender Il Sindaco di Venezia ,... Read more
La Ue ci prende (giustamente)a sberle  Alessandra Servidori    -   Continuiamo a prendere sberle dalla UE- 26 aprile 2018 Mentre in... Read more
Legge elettorale : rose con molte spine Alessandra Servidori .     Rose con molte spine : un testo  da maneggiare  con precauzione. 24... Read more
IL TRIO MHR NON VA BENE : ecco perchè Alessandra Servidori           IL TRIO MHR NON VA BENE : ecco perchè Il panico schizza su e giù... Read more
DUE SIGNORE AL COMANDO Alessandra Servidori                  DUE SIGNORE al COMANDO 20 giugno 2016  Ebbene si’ hanno... Read more
RINCORSA PATETICA La rincorsa del PD e dei servi Ncd dietro ai penta stellati e chiunque serva per vincere. La... Read more
Dimissioni sul lavoro e povertà LAVORO E WELFARE Dimissioni sul lavoro e povertà, testi a confronto Autore: Alessandra... Read more
Analisi seria di cosa prevede per istruzione e formazione professionale la riforma della Costituzione Alessandra Servidori Analisi seria di cosa  prevede per Istruzione e formazione professionale la... Read more
Innovazione e Pari Opportunità a cura di Alessandra Servidori    RUBRICA   Innovazione e Pari Opportunità    -NUOVA... Read more
LA CONCILIAZIONE TRA TEMPI DI VITA E DI LAVORO Presentazione del libro “La conciliazione fra tempi di vita e di lavoro” Giuffrè Editore, 2017 ... Read more
Senato.25 Ottobre 2016 noi contro il Cancro OPUSCOLO / ASTUCCIO Patologie oncologiche,invalidanti,ingravescenti-             SENATO DELLA REPUBBLICA    -    PALAZZO MADAMA    SALA CADUTI DI NASSIRYA MARTEDI 25... Read more
Rappresentanza femminile nei parlamenti internazionali-siamo ancora indietro ALESSANDRA SERVIDORI   LA RAPPRESENTANZA FEMMINILE NEI PARLAMENTI INTERNAZIONALI- A che punto... Read more
Perchè è sbagliato il decreto del 12 luglio n.87 che non si può chiamare dignità ALESSANDRA SERVIDORI ……. Perché è sbagliato il DECRETO-LEGGE 12 luglio 2018, n. 87-Disposizioni... Read more
IL PARLAMENTO NON E' LA SUCCURSALE DEI DS Alessandra Servidori Verso un  vergognoso voto ideologico. IL PARLAMENTO non è la succursale dei... Read more
Coraggio : sosteniamo i valori e le idee libere e forti https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/un-patriottismo-inclusivo-italiano-e-anche-europeo La... Read more
Lega e Pentastellati : attendiamo che onoriate l'Italia verso l'Europa Alessandra Servidori Stiamo attendendo non il nome del prossimo Presidente del Consiglio e dei... Read more
Perché la morte con prepotenza delle tante donne private del diritto alla vita non sia vana. Alessandra Servidori             \n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E'... Read more
Quota 100 a tutti i costi? No grazie! Alessandra Servidori       Quota 100 a tutti i costi ? Facciamo due conti     dicembre... Read more
E la prossima legge di stabilità? Alessandra Servidori  Il giovane toscano Presidente,una ne  dice cento ne pensa ma non siamo per... Read more
Demenziale tagliare la formazione di Industria 4.0 Alessandra Servidori Il Testo deludente della manovra fiscale fa  emergere  sulla proroga di... Read more
La Ue diminuisce sensibilmente le risorse per la parità di genere. QUI EUROPA www.ILDIARIODELLAVORO:IT  Rapporto EIGE, meno dell’1% dei Fondi Strutturali Ue viene... Read more
Il bluf salviniano sull'immigrazione Alessandra Servidori  Il bluf   salviniano dell’immigrazione Dopo 7 mesi di non verità e di... Read more
Francesco e la giornata del Creato 1 settembre Alessandra Servidori       FRANCESCO ci invita a rispettare e ad amare madre terra   Oggi 1... Read more
C'è sete di armonia e di pace - ITALIA e GRECIA La questione Greca dovrebbe fare calmare il giovane toscano sempre troppo ardito e rapace.... Read more
NOI TUTTEPERITALIA a fianco del popolo curdo delle donne dei loro bambini Alla Cortese attenzione Alto rappresentante Kurdistan Roma HAMID BAYAT- Rappresentante governo... Read more
Disabilità : scuola e lavoro.Proposte concrete Alessandra Servidori  DISABILITA’ : scuola e lavoro. Proposte concrete. 3 Dicembre 2015  Come... Read more
Seminario 18 marzo 2019 Bologna Si terrà a Bologna, il prossimo 18 marzo 2019, il seminario dal titolo "I diritti delle persone... Read more
Niente parità di genere nei consigli metropolitani Alessandra Servidori                   Donne e governo metropolitano : una presenza... Read more
Federica guidi : politica e potere economico Alessandra Servidori                      Federica Guidi la politica e il potere economico In... Read more
La lega e il suo programma demolitore Alessandra Servidori  blog startmagazine  11 agosto 2019 Se Borghi  presidente della commissione... Read more
Donne e elezioni i passi indietro trasversali contro la democrazia rappresentativa. Alessandra Servidori  Donne e elezioni  i passi indietro trasversali  contro la democrazia... Read more
Renzi e i piaceri alle banche piuttosto che alle famiglie  Alessandra Servidori      RENZI e i piaceri alle banche piuttosto che alle famiglie I  politici... Read more
Italiane e Italiani sveglia! Alessandra Servidori Meglio tardi che mai  I numeri non sono un’opinione : italiane e italiani... Read more

Lettera a Catalfo Ministra del lavoro e pensioni di genere nella Ue

 

 

 

Alessandra Servidori  Formiche 4 settembre 2019 www.formiche.com

Bene l’attesa è finita ora al lavoro. La lista dei nuovi ministri è completata e noi li mettiamo alla prova. Certo è che i problemi sono tanti e ci limitiamo ad affrontare quello del lavoro che è sicuramente uno dei pilastri del  nostro sistema economico in agonia. Alla Ministra   toccano immediatamente le soluzioni dei tavoli oltre 162 di crisi aziendali.  I diecimila dipendenti dell’acciaieria di Taranto  che corrispondono a 10mila famiglie si aspettano che sia pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto sulla crisi di impresa che avrebbe dovuto ripristinare l’immunità penale per i dirigenti dei nuovi proprietari- Arcelor Mittal- che da un anno gestisce l’Ilva.I dubbi ci sono di risoluzione perché fu Di Maio a toglierla e ai 5 stelle è rimasto il dicastero con un cambio solo di genere ed è fortemente in predicato che la nuova stagione dei penta stellati rimedierà agli errori del precedente ministro con il cd decreto crescita poi diventato a rigor di numeri de/crescita:infatti sarebbe dal 6 settembre operativa la mannaia per Arcelor che chiaramente sarà penalizzata fortemente, Arcelor si ritirerà e Ilva affonderà con i suoi 10mila dipendenti. Vero è che Arcelor ha già pronta una azione legale  contro quella modifica unilaterale del decreto di Maio che peraltro era stato concordato  anche in commissione Lavoro  dalla Catalfo attuale nuova Ministra che ha anche sostenuto con forza e scritto il Reddito di cittadinanza. L’Italia non ha da ben 20 anni una crescita economica e il debito pubblico è una volta e mezzo il valore del pil ed è il primo paese per crisi demografica poiché il tasso di natalità italiana è inferiore alla sostituzione e quota 100 e reddito di cittadinanza hanno trasferito le risorse in capo a questi due provvedimenti sottraendoli  anche alla famiglia al  lavoro.  Disoccupazione in aumento è sempre un problema grande e sempre per Catalfo : calo di ordini e di produzione industriale calo della occupazione : l’istat dixit. Crescita zero già segnalata in luglio meno 0,1 tasso di disoccupazione tornato a salire al 9,9% e anche per i giovani al 28,9% ,si riduce l’indice delle persone occupate e diminuiscono i dipendenti con contratto stabile e a termine: siamo il terzultimo paese dice Ocse per disoccupazione. Sarà difficile dire che era colpa del governo precedente.

Alessandra Servidori             Pensioni e genere nella Ue IL DIARIO DEL LAVORO 4 settembre 2019

 Il Dipartimento tematico per le politiche economiche, scientifiche e di qualità della vita dell’ Unione Europea della Commissione ha reso noto uno studio sul quale la nuova dirigenza avrà il compito di trarre le logiche conseguenze in materia di provvedimenti da assumere per contrastare il divario di genere pensionistico  poiché l’analisi della ricerca  indica che la differenza  mostra quanto siano più alte le pensioni mensili e annuali medie degli uomini rispetto alle donne. Il divario medio di genere nell'UE nelle pensioni è notevole (35,7% nel 2018). In tutti gli Stati membri, questa cifra mostra un'ampia variazione, passando dal 2,6% in Estonia al 46,1% a Malta. Il divario di genere nelle pensioni sia a livello degli Stati membri che a livello dell'UE non è un parametro particolarmente flessibile, ma è rimasto abbastanza stabile nel tempo. Un motivo è  che il divario di genere delle pensioni dipende in gran parte da fattori che si sviluppano a lungo termine come la storia occupazionale delle persone e le riforme pensionistiche che si susseguono. Pertanto, è improbabile che mostrino fluttuazioni significative da un anno all'altro ma vero è che un  fattore determinante  è la  differenza nella situazione economica e nelle opportunità tra uomini e donne  che esiste  in diversi settori e dunque il contesto in cui si lavora influisce su quanto le pensioni mensili e annuali medie degli uomini sono più elevate di quelle delle donne. Un altro fattore importante è misurare la percentuale in base alla quale la pensione media delle donne è inferiore a quella degli uomini; ovvero  misurare la quantità di donne  rispetto agli uomini. La conseguenza è che le donne  corrono un rischio maggiore di povertà nella vita successiva rispetto agli uomini come ha registrato istat recentemente  nel rapporto sulla povertà in Italia. La parità di genere è un valore fondamentale dell'UE. È un motore riconosciuto per la crescita economica. Questo principio è già stato sancito dal Trattato di Roma del 1957 ed è previsto oggi negli articoli 2 e 3 del Trattato sull'Unione Europea e negli articoli 8, 153 e 157  del Trattato sul funzionamento dell'UE.

Le pensioni attuali riflettono i cambiamenti strutturali a lungo termine, le pressioni a breve termine relative ai recenti sviluppi economici (ad esempio la crisi finanziaria) e le precedenti riforme pensionistiche. Uno sguardo più attento al divario di genere nelle pensioni aiuta analisti e politici a comprendere questo fenomeno e a ripensare politiche adeguate . L'esistenza e l'entità del divario di genere nelle pensioni sono determinate da una serie di fattori  raggruppati in due categorie: la prima basata sulla storia occupazionale delle persone fisiche e la seconda sulla progettazione del sistema pensionistico. Il primo “blocco” include  il numero di anni di lavoro. Le carriere delle donne sono più brevi (in termini di anni di lavoro) principalmente a causa del loro ruolo e degli impegni familiari (prendersi cura di bambini, parenti anziani, famiglia ecc.). L'intensità del lavoro (lavoro part-time vs. lavoro a tempo pieno). Le donne lavorano più spesso meno intensamente degli uomini, cioè meno ore alla settimana (part-time), ancora una volta a causa del loro ruolo nella famiglia. Le donne tradizionalmente si assumono la responsabilità principale delle cure e del lavoro domestico. Rispetto a 10 anni fa, 12 paesi hanno fatto passi indietro quando si tratta dell'equilibrio di genere in termini di tempo dedicato all'assistenza, al lavoro domestico e alle attività sociali. Solo un terzo degli uomini si impegna quotidianamente nella cucina e nelle faccende domestiche, mentre la maggior parte delle donne lo fa ogni giorno (79%) . Ciò ha un impatto enorme sulla capacità delle donne di accumulare una pensione completa. In larga misura, le lacune riflettono l'occupazione inferiore e più irregolare delle donne. Un gran numero di donne negli ultimi decenni ha abbandonato la forza lavoro per prendersi cura della famiglia. L'obiettivo dell'UE è raggiungere un tasso di occupazione del 75% per uomini e donne entro il 2020. Sarà impossibile raggiungere questo obiettivo. Nel 2018 l'occupazione femminile ha continuato ad aumentare lentamente ma costantemente, analogamente a quella degli uomini, e ha raggiunto il 66,6% nel quarto trimestre del 2018 ma ora in Italia il trend è fermo al 47,9% di lavoratrici. Inoltre, gli studi dimostrano che le differenze di genere sono minori  per le donne single e più ampie per le donne sposate e  le donne divorziate sono  nel mezzo. I risultati empirici confermano una forte correlazione, come previsto, tra il numero di figli cresciuti da una donna e il divario pensionistico di genere. Poiché i diritti pensionistici sono calcolati in base a retribuzioni , la retribuzione del lavoro svolge un ruolo importante nella formazione del divario di genere nelle pensioni. La differenza nei guadagni tra uomini e donne è generalmente misurata dal divario retributivo,  e rappresenta la differenza tra i guadagni orari lordi medi dei dipendenti di sesso maschile e femminile nell'UE. Nel 2018 nell'UE, gli uomini sono stati pagati, in media, il 16% in più rispetto alle donne .Inoltre, gli analisti identificano un cosiddetto "divario retributivo di maternità" infatti vi è una differenza  tra madri e non madri  che dimostra  che le donne con figli a carico sono pagate meno di quelle senza figli. Il divario di maternità misura anche il divario tra madri e padri in cui è più evidente l'elemento di genere che porta a differenze nella retribuzione a favore degli uomini. La prova che le madri soffrono di uno svantaggio salariale o di altri svantaggi legati al loro ruolo nella famiglia ha un impatto negativo sulla parità di genere come valore dell'UE. Ciò è anche strettamente collegato al problema della natalità e dunque sostituzione della popolazione e della crescita dei bambini. Le principali cause che contribuiscono alla disparità retributiva sono legate alle differenze nella valutazione delle competenze di uomini e donne, segregazione, stereotipi ed equilibrio tra lavoro e vita privata. Inoltre, secondo una relazione della Commissione europea, la parità retributiva è ostacolata da una serie di fattori. Questi includono una mancanza di trasparenza nei sistemi retributivi, una mancanza di chiarezza giuridica nella definizione di lavoro di pari valore e ostacoli procedurali. Se i salari determinano le pensioni, ci si potrebbe aspettare che gli squilibri salariali spiegherebbero gli squilibri nelle pensioni. Tuttavia, le cifre non rivelano alcun potenziale collegamento diretto tra i due. Ma vero è che il divario retributivo di genere ha un impatto considerevole sul  divario pensionistico di genere. Infatti divari pensionistici sono considerevolmente maggiori dei divari retributivi: il divario retributivo medio è inferiore alla metà del divario pensionistico medio. Il motivo è che molte donne  lavorano meno anni nella loro carriera,  lavorano meno ore all'anno e  ricevono meno all'ora. Pertanto, un divario retributivo (misura oraria) viene ingigantito in un divario retributivo (annuale) più ampio nel corso della loro carriera. Poiché la maggior parte dei sistemi pensionistici basa il calcolo delle pensioni sui guadagni della carriera, ci si può aspettare solo una differenza maggiore nelle pensioni. Ma non per tutti gli stati c’è una correlazione :lo Stato membro che presenta il divario retributivo più ampio del 26% (Estonia) è quello con il divario pensionistico più basso del 3%. L'obiettivo dei sistemi pensionistici  sarebbe  proteggere le persone anziane dalla povertà e fornire un reddito adeguato in età avanzata. Sono progettati e gestiti in gran parte a livello nazionale. Pertanto, l'UE ha una competenza limitata in questo settore. In realtà, esistono grandi variazioni nell'approccio alle pensioni negli Stati membri dell'UE10. I sistemi pensionistici nell'UE possono essere descritti con l'approccio dei "tre pilastri". Il primo pilastro mira alla povertà per anziani e copre i piani pensionistici pubblici obbligatori e garantisce un tenore di vita minimo. Il secondo pilastro è professionale, collegato a un rapporto di lavoro. I contributi sono forniti da datori di lavoro e / o dipendenti e possono essere pubblici o privati. Il terzo pilastro copre piani di risparmio privati volontari supplementari. Gli Stati membri hanno optato per modelli diversi ma, in generale, i pilastri uno e due tendono ad essere garantiti anche se in forme diverse. In un mercato del lavoro di genere, il sistema pensionistico può essere utilizzato come strumento per mitigare gli squilibri di genere nelle pensioni. Le caratteristiche intrinseche di un sistema pensionistico, in particolare i meccanismi compensativi, possono ampliare o ridurre significativamente il divario di genere nelle pensioni. In questo senso, le caratteristiche di un sistema pensionistico che hanno il maggiore impatto sono:  l'indennità di interruzione della carriera (concessione di diritti pensionistici, ad esempio per il periodo di assistenza all'infanzia che in Italia è irrisorio), la ridistribuzione delle pensioni (i dipendenti a basso reddito possono ricevere pensioni proporzionalmente più elevate) ,  indicizzazione delle pensioni (adeguamento delle pensioni in base alle variazioni del costo della vita) e differenza di età pensionabile. Per stimare il divario pensionistico di genere nell'UE, gli analisti hanno sviluppato un indicatore utilizzando modelli statistici e dati raccolti durante indagini globali sulla popolazione, poiché il divario non è un parametro direttamente osservabile. Quanto è grande il divario? Nel 2018, il divario pensionistico di genere nell'UE era del 35,7%. In altre parole, nell'UE, in media, le pensioni delle donne erano inferiori del 35,7% a quelle degli uomini . Questa cifra è stata calcolata come la differenza nelle pensioni medie tra uomini e donne di età compresa tra 65 e 79 anni ( anche se i regimi sull’età sono diversissimi). Per l'UE è una media ponderata basata sulla popolazione del paese. Nel 2018, il divario pensionistico di genere era pari o superiore al 40% in 5 Stati membri. Le maggiori differenze nelle pensioni tra uomini e donne sono state registrate a Malta (46,1%), Paesi Bassi (43,4%), Lussemburgo (42,6%), Austria (41,1%) e Cipro (41,1%). Il divario era pari o superiore al 30% in 11 Stati membri. Anche la media UE rientra in questa categoria. Il divario era pari o superiore al 20% in 20 Stati membri. Il divario era inferiore al 10% in soli 3 Stati membri, vale a dire Slovacchia (8,8%), Danimarca (7,5%) ed Estonia (2,6%). Seguire l'evoluzione del divario nel tempo aiuta gli analisti a identificare se la distribuzione delle pensioni tra i sessi sta migliorando o peggiorando. Un confronto tra i livelli del divario pensionistico di genere tra gli anni 2010 e 2017 mostra che il divario medio di genere nell'UE nelle pensioni non è una variabile molto flessibile. Il suo valore nel tempo non oscilla molto, rimanendo piuttosto piatto con una leggera flessione negli ultimi anni del periodo di osservazione (dal 40,8% al 35,7%). Le osservazioni dei singoli Stati membri indicano che la maggior parte non presenta nel tempo variazioni drammatiche del divario pensionistico di genere, il che si riflette anche nella mancanza di fluttuazione della media UE. Ad esempio, nel tempo, il divario in Germania è rimasto molto elevato e relativamente stabile, mentre in Estonia il divario, anche relativamente stabile, era ben al di sotto della media. Alcuni Stati membri registrano uno sviluppo più insolito. Ad esempio, la Grecia ha registrato un forte calo del divario tra il 2010 e il 2012, quando è diminuito di quasi la metà, dal 39,2% al 22,8%. D'altra parte, Malta ha registrato un aumento significativo dal 2015 al 2016, quando il divario è raddoppiato, passando dal 22,8% al 45% e nel 2017 è rimasto il più alto al 46,4% nell'UE. I valori delle disparità di genere nelle pensioni nei singoli Stati membri nel 2018 sono confrontati con quelli del 2010 . I risultati  in alcuni stati sono migliorati  riducendo le loro lacune, ad esempio in Grecia il divario è diminuito di 14,1 punti percentuali e di 12,7 punti percentuali in Belgio. In altri Stati membri le lacune si sono ampliate ad esempio Malta e Lettonia,alcuni non hanno registrato grandi cambiamenti, ad esempio Ungheria  e Austria  e la media UE è migliorata di 5,2 punti percentuali. Una tendenza a colmare il divario medio dell'UE nel tempo appare quando si osserva un set di dati diverso in passato.  Studi precedenti della Commissione europea che abbiamo consultato  mostrano che il divario pensionistico di genere nell'UE è aumentato di 1,7 punti percentuali o del 5% nel periodo 2005-2010 . Sebbene i valori dei divari ampliati sembrino più piccoli di quelli che si sono ridotti, gli Stati membri in cui il divario si è ampliato erano maggiori in termini di popolazione, quindi hanno avuto un impatto maggiore sulla media UE, influenzando negativamente la dimensione del divario, che alla fine ha prodotto un risultato complessivo di un aumento di 1,7 pp per l'UE. L'aumento del divario nel periodo 2005-2010 di 1,7 pp rispetto alla diminuzione del divario nel periodo 2010-2018 di 5,2 pp è un segnale positivo che la dimensione complessiva del divario si sta contraendo.

 

 

  

Copyright © 2013 www.tutteperitalia.it. Tutti i diritti riservati.