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Salvini e la vergogna che non conosce Salvini  e la vergogna che non conosce  Qualcuno in questi giorni mi ha chiesto se mi fidavo di... Read more
CAREGIVER FAMILIARI -19 Febbraio Bologna       Associazione Culturale Nazionale            TUTTEPERITALIA                         ... Read more
1Maggio Diamo ali alle riforme del lavoro Alessandra Servidori      www.Il Resto del Carlino Bologna.net  Rimango dell’idea anche in... Read more
Disegno di Legge per i Cargiver                                      Per i/le cargiver italiani serve subito un profilo... Read more
18 Giugno 2020 Proposte di occupazione femminile Donne e Lavoro IN EPOCA Covid GIOVEDÌ 18 GIUGNO 2020, ore 16.45 –18.30 La partecipazione delle... Read more
Niente parità di genere nei consigli metropolitani Alessandra Servidori                   Donne e governo metropolitano : una presenza... Read more
Quale lavoro...... per lo sviluppo del nostro paese Alessandra Servidori Le politiche aziendali soffrono di mancanza di figure professionali di... Read more
330 miliardi dalla Ue per progetti locali e regionali Alessandra Servidori    IL DIARIO DEL LAVORO 7 aprile 2021 Qui Europa L'UE rende disponibili... Read more
Nessun posto è come a casa: così in Ue si ragione per l'assistenza agli anziani QUI EUROPA Nessun posto è come a casa: cosi' in Ue si ragiona sull' assistenza agli... Read more
La Rai bacchettona a senso unico Alessandra Servidori La Rai bacchettona a senso unico La questione Perego e la polemica che ne... Read more
Lettera aperta a Giovanni Tria Alessandra Servidori Lettera aperta a Giovanni Tria Caro amico  di un tempo laborioso che... Read more
Da oggi Francesco Alberto Comellini -FAC-pubblica commenti e documenti per TutteperItalia FRANCESCO ALBERTO COMELLINI  a proposito di ...... Ai sensi del D.P.C.M. 12 gennaio 2024,... Read more
TUTTEPERITALIA ADERISCE E PROMUOVE LA CARTA DEI DIRITTI Alessandra Servidori * www.ilsussidiario.com  Nell’epoca della cd Responsabilità sociale... Read more
Cargivers : attenzione per non essere scippati del Fondo Alessandra Servidori Cargivers atto secondo in confusione :  chiarimenti e suggerimenti per non... Read more
IL CAPOMAFIA ASSASSINO stragista finalmente catturato   Alessandra Servidori  Matteo Messina Denaro , capomafia trapanese è stato condannato... Read more
Dalla parte della LAGARDE perchè......                         Alessandra Servidori                           Obbiettivamente e... Read more
JOBS ACT: penultimo atto nella nebbia L'approvazione da parte del Consiglio dei ministri dello scorso 11 giugno di  altri quattro... Read more
Presidente Mattarella operi l’impeachment Alessandra Servidori    Presidente Mattarella operi l’impeachment verso questi irresponsabili  e... Read more
Legge elettorale : rose con molte spine Alessandra Servidori .     Rose con molte spine : un testo  da maneggiare  con precauzione. 24... Read more
Pasqua di Resurrezione del POPOLO ITALIANO Alessandra Servidori Quando ci fu la strage di  bambini a Beslam   in Ossezia nel 2004 ... Read more
SALARI DISEGUALI TRA DONNE E UOMINI ITALIANI e tra NORD e SUD Alessandra Servidori        salari diseguali tra italiani e italiane e tra nord e sud Il welfare... Read more
Caregiver : noi al lavoro 13 gennaio 2023                          Care amiche e cari amici , come da accordi di seguito vi invio la mia... Read more
Non è un Paese per bambini Alessandra Servidori                          Non è un paese per bambini Un’ indagine nazionale... Read more
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IGNORANZA E DEMENZIALITA'                                            IGNORANZA  E  DEMENZIALITA’  Lo sviluppo della... Read more
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VIOLENZA E' ANCHE 400mila donne in più disoccupate Alessandra Servidori      -  400mila italiane disoccupate in più : anche questa è violenza sulle... Read more
BUON 2016 e W Mattarella e Bergoglio e le donne italiane Alessandra  Servidori BUON 2016 e W MATTARELLA E BERGOGLIO e le donne italiane L’anno che è... Read more
Sui diritti delle donne memoria per Giorgia Meloni e Eugenia Roccella  ALESSANDRA SERVIDORI Sui diritti delle donne, memoria  per la  Presidente del Consiglio dei... Read more
dl Lavoro StartMag e Radio in blu Obiettivi e misure del decreto governativo approvato per il Primo Maggio. L’intervento di... Read more
SUL LAVORO IN EUROPA E'ANDATO TUTTO MALE Sul lavoro in Europa è andato tutto male Di Alessandra Servidori |... Read more
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Buone ferie e a settembre! Alessandra Servidori C’è ancora chi si illude che il toscano non più tanto giovanilista, ascolti... Read more
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TRASFORMAZIONI TECNOLOGICHE, FORMAZIONE E LAVORO PROBLEMI E PROPOSTE     Professionalità - n. 2/2018 - Anno XXXIV - ISSN:... Read more

Il benessere integrale degli anziani non autosufficienti è al centro della nostra attenzione ?

                          Alessandra Servidori

Quali orizzonti per il settore socio-sanitario dopo Covid-19 a fronte del pnrr e delle risorse stanziate nazionali. Riflessioni utili per rimettere al centro  prima di tutto il benessere integrale delle persone fragili

                        L’impianto del Pnrr unito alle ultime risorse stanziate a livello nazionale , ci obbligano ad accendere una lucida riflessione sul versante delle settore degli anziani non autosufficienti e del sistema socio sanitario inadeguato nostrano. Negli ormai due anni  segnati dalla pandemia globale, il settore LTC  sta  mostrando fragilità e crepe già note da tempo agli addetti ai lavori.  Siamo ben  consapevoli  delle criticità preesistenti  e siamo determinati a promuovere traiettorie di cambiamento a livello di policy e di servizi, cogliendo la controversa opportunità offerta da Covid-19 per modificare la rotta di funzionamento del settore. Il futuro del settore dopo la pandemia, è all’attenzione dei gestori e (alcuni) policy makers si stanno interrogando, e lo stanno facendo a partire da dati ed evidenze.Noi dobbiamo  creare una baseline di dati e fatti da utilizzare per promuovere azioni future evidence-based. Dando voce direttamente alle esperienze dei gestori dei servizi, evidenziando  utili e possibili  piste di lavoro per il futuro.  Coinvolgendo  soggetti pubblici, nel descrivere la rete di offerta e la sua capacità di presa in carico; quella del mondo della cura informale e dei gestori dei servizi  quella dei destinatari dei servizi, ossia anziani e famiglie ,scontando una scarsità di dati sul settore e del loro aggiornamento. In Italia gli anziani non autosufficienti e che pertanto potrebbero presentare fabbisogni di accesso a servizi o interventi sono quasi tre milioni: un numero enorme, in un trend di crescita inesorabile e da cui non si tornerà indietro, come ci ricorda ISTAT nelle sue proiezioni demografiche. Questi anziani presentano fabbisogni più complessi che in passato (aumento della multi-morbidità, frammentazione dei nuclei familiari, solitudine, …): per questo, priorità loro e delle famiglie è quella di tardare quanto più possibile l’istituzionalizzazione a favore di forme di presa in carico flessibili, più o meno formalizzate e al domicilio. Questo tipo di esigenza collide però con l’impostazione convenzionale dei servizi pubblici, come descritto dai dati di rete di offerta  che vede l’assoluta centralità delle soluzioni residenziali tra le risposte al bisogno di LTC, affiancate da una diffusione dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Quest’ultima rappresenta ormai un rimedio tampone in risposta ad episodi acuti, che per l’intensità assistenziale che garantisce (16 ore annue medie per anziano) non permette nei fatti di parlare di presa in carico continua e sufficiente a fronteggiare la fragilità di un anziano. Oltre il 63% degli anziani non autosufficienti non risulta in carico ad alcun servizio socio-sanitario: il gap appare colmato dalla presenza delle badanti, che si confermano asse portante del nostro sistema di welfare. Si stimano oltre 1.500.000 badanti, il 60% delle quali irregolari: un mercato enorme, che catalizza ingenti risorse  delle famiglie e che risulta tuttora fuori da ogni radar pubblico. L’offerta dei maggiori player del settore appare piuttosto statica, con una centralità indiscussa della residenzialità per anziani in accreditamento pubblico come maggiore fonte di fatturato; pur registrando crescenti iniziative di managerializzazione delle organizzazioni e un forte movimento in termini di operazioni straordinarie intraprese.Di fronte ad una Legge quadro sulla non autosufficienza che NON si pone l’obiettivo di deistitunalizzare le persone fragili ma solo modifiche ( comunque inefficienti ) sul sistema di valutazione e un intervento sugli anziani ancora molto modesto,è chiaro che non si può accettare silenziosamente questa situazione. Si propone dunque  la necessità di una differente prospettiva, in cui il sistema ricominci a generare valore in relazione alle caratteristiche dell’offerta, e non solo delle dinamiche di governance che lo attraversano.Le famiglie hanno una visione molto “clinica” delle RSA, in quanto le identificano come  ultimo setting possibile cui rivolgersi dopo aver provato ad attivare tutte le alternative possibili per il mantenimento dell’anziano al domicilio nel momento in cui le condizioni di salute si aggravano. E la maggior parte delle famiglie organizza la cura mettendo in campo il proprio tempo come caregiver informali o attivando una badante: i grandi assenti in termini di servizi attivati sono le alternative – pubbliche o private – esistenti (es. centri diurni, assistenza domiciliare, ecc.). Inoltre, molte famiglie  non sono mai entrati in contatto con soggetti in grado di aiutarli nell’identificare i servizi / interventi più coerenti con i fabbisogni dell’anziano esprimendo un forte bisogno di informazione e counseling. La prospettiva delle famiglie è pertanto  affrontare  l’enorme bisogno di non autosufficienza in larga misura al di fuori del perimetro intercettato dal pubblico, sia in termini di servizi erogati (filiera dei servizi) che di regolazione (cura informale). Gli effetti della pandemia sul settore socio-sanitario è stata devastante rilevata comunque  dai pochi dati disponibili circa la diffusione del contagio nelle strutture italiane: il dato più grave che ne è emerso è l’assenza, appunto di dati puntuali e certi circa l’andamento di contagi e decessi tra operatori e ospiti delle strutture socio-sanitarie, pur consapevoli della centralità di monitorare questo settore per contenere gli effetti potenzialmente più devastanti.L’assoluta inadeguatezza dei sistemi informativi del settore – anche pre-Covid-19 –  mina la possibilità di definire delle politiche pubbliche che siano efficaci e, soprattutto, ben tarate rispetto alle necessità del settore e dei cittadini. La risposta istituzionale dei legislatori regionali all’emergenza  come ben sappiamo è stata tardiva, particolarmente carente se confrontata con alcune buone pratiche registrate all’estero, dove, dopo lo scoppio dell’emergenza, sono stati promossi interventi tempestivi su tre aree fondamentali: isolamento degli ospiti positivi o sospetti tali; screening massivo di operatori e ospiti per prevenire l’insorgenza di focolai; politiche di finanziamento  per sostenere le perdite del settore per i mancati nuovi ingressi e per i costi aggiuntivi affrontati dai gestori nel corso della pandemia. I gestori hanno segnalato come le principali criticità riscontrate  siano riconducibili al mantenimento della sostenibilità economico-finanziaria delle strutture e la gestione delle risorse umane, sia in termini di formazione che di “fuga” degli operatori verso il comparto sanitario, aprendo un ulteriore fronte caldo del nostro settore LTC, che viene da anni di compressione salariale – e, quindi, delle competenze – dei propri operatori. Sul versante dei servizi, delle famiglie vi è  la preoccupazione di togliere l’anziano dalla lista di attesa per una RSA alla luce degli accadimenti legati all’emergenza sanitaria (per nuove e maggiori possibilità di organizzazione domestica tramite smart working; per diffidenza verso quanto accade nelle strutture, …). Vi è dunque  tra le priorità dei prossimi mesi  quella di avviare una riflessione sul rinnovamento e adattamento del portafoglio dell’offerta con un sistema di  alleanze- tutte da sviluppare- da mettere in pista per rinnovare il  posizionamento strategico: da un lato, rimane la ricerca pubblica per l’aumento o finanziamento della capacità produttiva; l’apertura in autonomia a nuovi servizi non necessariamente del settore, a conferma della frammentazione storica della LTC italiana e della scarsa attitudine all’innovazione. E’ necessario avanzare nuove riflessioni che possano guidare il rilancio del settore su due piani logici distinti ma complementari: il livello che guarda al settore e al sistema nel suo complesso, e il livello che invece riguarda la gestione del rapporto con le famiglie all’interno dei servizi. Il  legislatore nazionale e i governi regionali, unendo una prospettiva di ristoro economico immediato devono provvedere a una revisione strategica complessiva del settore socio-sanitario nella più ampia filiera di cura nel medio-lungo periodo. Il rinnovamento del portafoglio dei servizi,è fondamentale  incoraggiando lo spostamento dello sguardo da logiche di accreditamento pubblico a quelle orientate alla lettura  e interpretazione dei bisogni delle famiglie, che possono guidare la strategia e l’organizzazione aziendale. L’insieme delle sfide all’orizzonte è corposo, ma i tempi che stiamo attraversando rendono non più rinviabile la riflessione collettiva circa la modalità di ripensare un settore cruciale per il nostro Paese, per troppo tempo relegato ai margini del dibattito e le cui conseguenze si sono dolorosamente palesate e il benessere integrale della persona diventa sempre più un obiettivo sfumato.

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