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Perché la morte con prepotenza delle tante donne private del diritto alla vita non sia vana. Alessandra Servidori             \n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E'... Read more
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4 febbraio 2022 Noi contro il Cancro ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO (ILO) “ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE A SOSTANZE CHIMICHE... Read more
Tutti gli impatti del lavoro agile sulle donne www.startmagazin.it 8 marzo 2022  Alessandra Servidori                         ALESSANDRA SERVIDORI                        LA... Read more
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NON CORRO non BALLO non SALTELLO MA..... Alessandra Servidori   NON CORRO NON BALLO  NON SALTELLO MA....... Non corro , non ballo, non... Read more
For Giorgetti https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/giancarlo-giorgetti-a-difesa-del-bilancio/ Gian... Read more
LA VERITA' VERA SU ILVA Alessandra Servidori La verità vera su ILVA per rispetto di chi ci lavora e degli italiani Chi... Read more
Genitori lavoratori nella morsa dei congedi della dad dei controsensidei                 GENITORI nella morsa della dad dei congedi dei controsensi         ... Read more
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A proposito di cancro ALESSANDRA SERVIDORI      A proposito di cancro Nella giornata  nazionale dedicata alla lotta –... Read more
Non rassegnarsi mai! Alessandra Servidori  Contro le donne : non rassegnarsi. Mai. E su la testa  Il recente attacco... Read more
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Quale lavoro...... per lo sviluppo del nostro paese Alessandra Servidori Le politiche aziendali soffrono di mancanza di figure professionali di... Read more
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20 novembre giornata internazionale bambini e adolescenti Alessandra Servidori   Mi hanno chiesto di anticipare un commento in preparazione della giornata... Read more
TUTTEPERITALIA LE NOSTRE 10 PRIORITA'                                                                         TUTTEPERITALIA           ... Read more
Renzi acchiappi la mano tesa di Monti Alessandra Servidori                         RENZI acchiappi la mano tesa di MONTI  Se fossi... Read more
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Buona Pasqua?in verità siamo poco sereni Alessandra Servidori                          Facciamo il punto perché c’è da stare poco... Read more
DALLA PARTE DELLE DONNE E DEL LAVORO .La situazione aggiornata   Alessandra Servidori       -18 SETTEMBRE        DALLA PARTE DELLE DONNE e del lavoro nel... Read more
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UN SUPER MINISTRO ECONOMICO UE? Alessandra Servidori   Un super ministro per l’economia europea ?                           19... Read more
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DONNE e PENSIONI DI REVERSIBILITA' Alessandra Servidori          Donne e pensioni  di reversibilità:   Sono l’ 88%  delle pensioni... Read more
Dalla parte della LAGARDE perchè......                         Alessandra Servidori                           Obbiettivamente e... Read more

La classe dirigente che non ha studiato in una scuola distrutta

Alessandra Servidori https://www.startmag.it/sanita/per-una-nuova-classe-dirigente-colta-ce-bisogno-di-riformare-la-scuola/

 Certo l’Italia ha bisogno di una nuova classe dirigente colta e ha ragione De Rita quando afferma che non cresciamo rimaniamo mortificatamente mediocri  anche perché abbiamo massacrato la nostra scuola e l’istruzione. Abbiamo distrutto l’alta cultura umanistica di cui è priva l’attuale generazione politica che  ha molto solo pensato di raccogliere consenso per assecondare le masse ma incapace di far crescere i cittadini  e ha ragione il Presidente Mattarella quando esorta i giovani  a recuperare anche una cultura umanistica per arricchire i saperi e la lingua ormai evidentemente degradati e non sapendo né comprendere né scrivere , possedendo una mancanza di cognizione  con un analfabetismo devastante che ha soffocato la possibilità di esprimere il merito. Già Pietro Calamandrei nel 1950 ci esortava a difendere la scuola democratica che corrisponde a quella Costituzione democratica che ci siamo voluti dare; la scuola che è in funzione di questa Costituzione, che può essere strumento, perché questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà. La scuola, organo centrale della democrazia, perché serve a risolvere quello che secondo noi è il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente. La formazione della classe dirigente, non solo nel senso di classe politica, di quella classe cioè che siede in Parlamento e discute e parla  che è al vertice degli organi più propriamente politici, ma anche classe dirigente nel senso culturale e tecnico: coloro che sono a capo delle officine e delle aziende, che insegnano, che scrivono, artisti, professionisti, poeti. Questo è il problema della democrazia, la creazione di questa classe, la quale non deve essere una casta ereditaria, chiusa :nel pensiero di democrazia, la classe dirigente deve essere aperta e sempre rinnovata dall’afflusso verso l’alto degli elementi migliori di tutte le classi, di tutte le categorie. E’ almeno dalla fine della Prima Repubblica che l’Italia ha un problema di classe dirigente, della sua debolezza/assenza,che non ha una visione complessiva del proprio Paese, condizione indispensabile per immaginare un suo futuro, per immaginare il tipo di società, di valori e d’interessi che esso deve cercare d’incarnare. Ed è perché  non si è in grado di possedere un’adeguata conoscenza del Paese stesso e del mondo.  L’essenziale è conoscere il passato, le vicende politiche, la cultura, la sensibilità, e quindi aver letto dei libri, dei romanzi, aver visto dei film, ascoltato delle musiche aver studiato. Il presente e il futuro si costruiscono su basi solide solo conoscendo il passato, non a caso la fucina delle classi dirigenti è sempre stata la storia. Serve disinteressa personale ( di cui è evidente manca la dirigenza italiana), serve senso dello Stato: è l’idea che nella propria azione l’interesse della collettività  imparzialmente valutato : una classe dirigente è tale se è capace di «assumersi la responsabilità»: cioè se sa prendere delle decisioni. Se sa compromettersi decidendo.E l’istruzione che manca oggi , quella con forte presenza delle materie umanistiche; le conoscenze proprie delle diverse discipline e non alle cosiddette «competenze», al «saper fare»; e nella quale infine si proceda in base esclusivamente a criteri di merito. Le classi dirigenti si formano  solo assumendo come base un’ampia e approfondita cultura generale  dà la duttilità, la capacità di orientamento, l’ampiezza di orizzonti, che servono a compiere quelle scelte di portata generale e di natura complessa che sono le scelte tipiche che competono a una classe dirigente , con modelli etici e di natura politica, di comportamenti ispirati ai valori dell’attività nella vita pubblica.Nella nostra scuola si è compiuto un devastante smantellamento dell’istruzione  da parte  di ministri impreparati, incapaci ,e dei loro consiglieri. Smantellamento che è andato di pari passo con quello dell’impianto scolastico-educativo nel suo complesso. La «povertà educativa» italiana sta sì nello scarso numero di iscritti all’università, ma sta soprattutto nell’impreparazione di una gran parte di essi, spesso incapaci  di scrivere  senza errori di ortografia e di punteggiatura raccapriccianti. Il ruolo poi  della cd borghesia produttiva in quanto classe dirigente  deve essere appunto il più possibile concreta ,corretta  moderna ed efficiente possibile. Invece vero è che in troppe aziende, nella loro struttura proprietaria, nella loro dimensione, nella scarsità degli investimenti, che troppo spesso si trova la causa prima della debolezza del «capitale umano» italiano e dalla mancanza totale del rapporto tra istruzione,territorio,  imprese.Dunque in cattiva sostanza Non si può distruggere un Paese, senza prima distruggere la sua coscienza di essere tale; e quella coscienza viene dalla storia e dalla scuola e trent’anni di svalutazione sistematica dell’educazione pubblica e del Paese.Dalla “carta dei servizi” dell’industriale Lombardi (ministro nel 1995), con lo studente-cliente e le lettere anonime per valutare gli insegnanti, tutto è diventato “normale”.Normale con Berlinguer, pareggiare lacune in matematica con “crediti” in educazione motoria,  Gelmini che s’inventa un “tunnel dei neutrini” dall’Aquila alla Svizzera e  Fedeli, che ha declinato “la buona scuola”  se si inculca il trans gender; o di Azzolina che ha soffocato la scuola dell’autonomia . Legittimo valutare gli studenti con quiz che trasformano la battaglia di Azio nella “battaglia di Anzio” o che i genitori aggrediscano gli insegnanti senza venir denunciati: per l’istruzione investono meno di noi solo Slovacchia, Romania e Bulgaria, con l’80% degli istituti fuori-norma sulla sicurezza e l’obbligo più basso d’Europa, si punta sul liceo scientifico a 4 anni e senza il latino. Con un terzo degli insegnanti di sostegno non  specializzato e  un Miur che nega “i dati sul burn out e contra legem non” fa prevenzione.Or dunque mettiamo ordine : saggi maestri e  professori rifondino la scuola perché non c’è più tempo per le nuove generazioni. 

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