Lettera aperta al Presidente Mattarella e alla Presidente Meloni
Alessandra Servidori- Lettera aperta al Presidente della Repubblica Mattarella e alla Presidente del Consiglio Meloni
Egregio Presidente ,Egregia Presidente,
queste considerazioni accompagnano la pubblicazione della legge di Bilancio 2027 e senza presunzione di completezza, suggeriscono orientamenti di politica economica sulla base di decennali provvedimenti che riguardano il welfare . In base al congedo parentale virtuosamente aumentato, interrogarsi sul congedo di paternità – Paolo Bonini policy@work-significa capire su come una società distribuisce il lavoro di cura dei bambini tra uomini e donne, e su come il diritto può contribuire a ridistribuirlo. In Italia, il peso della cura dei figli e della famiglia continua a gravare in modo sproporzionato sulle donne: nel 2024, le giornate di congedo parentale utilizzate dalle madri lavoratrici dipendenti (15,4 milioni) sono state 5,6 volte superiori a quelle dei padri (2,8 milioni), secondo i dati del Rendiconto di Genere 2025 del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INPS. Questa asimmetria ha effetti diretti sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro, sulla progressione di carriera delle donne, sulla distanza tra gli stipendi dei due generi e, in ultima analisi, sul livello delle pensioni molto più basse a causa di carriere discontinue. E nel merito sarebbe utile un provvedimento per cui, come in Europa, il congedo paterno preveda la non trasferibilità della quota riservata al padre perché è evidente che «la partecipazione maschile al sistema di welfare familiare resta limitata, anche a causa di vincoli economici e culturali» Sul versante previdenziale trovo irragionevole la spoliazione di risorse a favore delle pensioni cominciata con la legge n.335/1995 ,che stabilì una riallocazione dei contributi a favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti la cui aliquota contributiva, dal 1° gennaio 1996, passò di colpo dal 27,5% al 32,7%. Per non aumentare il costo del lavoro, la legge operò, ad oneri invariati, una ristrutturazione della contribuzione sociale: l’aliquota per l’Assegno al nucleo familiare passò dal 6,2 al 2,48%, quella per la maternità dall’1,23 allo 0,66%. In euro, a prezzi 1996, la diminuzione delle risorse disponibili fu di 4,6 miliardi per l’Anf, di 0,6 miliardi per la maternità, di 1,4 miliardi per asili ed edilizia sociale, per un totale di 6,6 miliardi. E a tutt’oggi continua la falcidia della spesa pubblica con la proposta di 850 milioni per quota 100 e con un decreto legge n.144 del 20/26 con la sottrazione di 5 milioni dal Fondo per la disabilità/non autosufficienti dlg 62 /2024 dirottati per l’anticipazione delle pensioni dei giornalisti. E sull’occupabilità femminile e giovanile sarebbe cosa giusta e soprattutto saggia se fossero pubblicati i dati del monitoraggio ,per esempio delle risorse già utilizzate dal pnrr e riproposte per la certificazione di genere delle aziende poiché sicuro è che ne hanno usufruito gli enti di formazione e le aziende che con la certificazione hanno oltretutto vantaggi notevoli nell’assegnazione degli appalti ma non abbiamo i numeri reali dell’impatto dei contratti stipulati per le lavoratrici dopo la certificazione.Così per la politica salariale : le difficoltà della mancanza di adeguamento ai salari e alla prevenzione della salute e sicurezza è dovuta principalmente ai rinnovi contrattuali e all’incapacità delle parti sociali di non essersi adeguate culturalmente alle relazioni che sono lo strumento per il confronto e la condivisione di strumenti per la produttività e il benessere aziendale compresa la legge sulla partecipazione “Disposizioni per la partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese". Solo pochi esempi, che non esauriscono la vasta analisi della fragilità dei provvedimenti senza autentiche riforme strutturali, e per raccomandare di orientare le scelte di politiche per il welfare mettendo in campo se veramente vogliamo aiutare i nuclei familiari cd fragili in tempi di difficoltà economiche e sociali impegnandoci sulle risorse del Fondo sociale europeo che dobbiamo utilizzare con gli Accordi di programma che a livello istituzionale nel contesto della finanza pubblica e degli enti locali, e i relativi strumenti di programmazione negoziata si inseriscono all'interno delle nuove regole di governance economica e contabile post-PNRR che comporta che la spinta straordinaria agli investimenti viene meno mentre restano da finanziare gestione e manutenzione di ciò che è stato realizzato. Lo spazio di finanza pubblica disponibile deriva in larga parte dalla flessibilità europea su energia e difesa, con destinazioni in buona misura predefinite. Condividiamo la prudenza dell’impostazione della legge finanziaria, ma per il prossimo futuro dobbiamo muoverci sul versante delle riforme strutturali.
Con grande stima Prof.Alessandra Servidori -Presidente Nazionale TutteperItalia
