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UE e Spesa sociale+Giovani e ITC

Alessandra Servidori      UE e spesa sociale                                       formiche.net  marzo 2017

In questi giorni l’attenzione dei mass media è assorbita dalla scelta di alcune persone invalide di procurarsi il fine vita fuori dal nostro Paese. Ora anche la politica, chiamata in causa per l’assenza di una legge più volte richiesta,pare abbia calendarizzato per la seconda decade di marzo la discussione in aula di un testo. Sarebbe utile a questa nostra Italia già così lacerata e debole sul versante  delle politiche sociali,  discutere  e avere  informazioni su come la dimensione Europea e dunque le assemblee della Commissione e del Consiglio stanno procedendo  in merito all’importanza della spesa sociale che tanta parte è di una situazione allarmante . In pochi sappiamo che la Ue, alla fine del 2016, ha deciso di  istituire un Pilastro europeo dei diritti sociali quale strumento per ottenere un’Europa  , come ha dichiarato  il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, significativa e di esempio  per gli altri paesi,  e ci sono alte aspettative in merito tra gli addetti ai lavori nel settore delle politiche sociali pubbliche in Europa. L’Estonia ( ESN ) come responsabile del semestre ,ha pubblicato il documento di risposta alla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione, offrendo  un messaggio affinchè  il Pilastro vada oltre i confini degli ambienti politici di Bruxelles e arrivi alle comunità locali europee e la società civile. Vi è dunque la necessità di ulteriori sforzi per garantire il coinvolgimento anche dei responsabili dei servizi sociali negli enti regionali e locali, in quanto sono loro a svolgere un ruolo chiave nell’attuazione delle politiche sociali.  Siamo ancora in un momento di divergenza crescente tra gli Stati membri di tutta l'UE, contraddistinto dallo scenario  a favore della Brexit, da una riluttanza da parte degli Stati membri al coinvolgimento della Commissione nelle questioni di tutela sociale e da un’enfasi crescente sul principio di sussidiarietà nazionale. Proprio a causa di questi aspetti, è necessario che i principi proposti nel Pilastro siano interpretati correttamente. Una sfida chiave per il Pilastro è come renderlo pertinente per i servizi sociali pubblici negli enti regionali e locali. In tale ottica, la domanda da porsi è come sia collegata la proposta del Pilastro agli obblighi di legge fondamentali degli enti locali. Questi possono includere l’operato svolto dai servizi sociali pubblici con le famiglie vulnerabili, l’offerta di alloggio ai senzatetto, la tutela ai bambini che necessitano di una difesa dai maltrattamenti, la tutela e la salvaguardia degli adulti vulnerabili con disabilità o l’offerta di assistenza e sostegno agli anziani fragili. Per assicurare una corretta implementazione del Pilastro a livello locale,la proposta  prevede tre aree principali: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque e protezione sociale adeguata e sostenibile. Tali aree sono molto legate all’occupazione e, in base alle modalità di formulazione della proposta attuale, esiste il rischio che i diritti sociali sono intesi come diritti collettivi conferiti in base allo stato di occupazione. Al contrario, i diritti sociali sono diritti individuali che si applicano alle persone di tutte le età e a chiunque, indipendentemente dallo stato o meno di occupazione. La priorità per l’Italia  si concentra sul settore della protezione sociale e, in alcuni casi in particolare, offre suggerimenti per una revisione dei principi. Ad esempio, auspichiamo che il Pilastro riconosca il dovere assistenziale delle autorità pubbliche verso l'individuo per l’intera durata della sua vita. Questo garantirebbe la rilevanza dei principi di protezione sociale del Pilastro per gli enti locali che, nella maggioranza dei Paesi europei, hanno l’obbligo legale di proteggere le persone più vulnerabili nei momenti critici della loro vita.Il Pilastro potrebbe essere utile per stabilire gli obiettivi strategici a lungo termine, per promuovere una maggiore coerenza tra le misure politiche nei vari Stati membri e per arrivare a una definizione di norme sociali consensuali in tutti gli stati sociali a livello europeo. In termini di miglioramento della convergenza tra gli Stati membri, è essenziale che i principi politici all'interno della proposta includano una combinazione di misure di investimento sociale e di tutela sociale. E’ bene aver consapevolezza  che la proposta del Pilastro affronti le modalità di attuazione degli aspetti evidenziati in ogni singolo principio e la problematica delle responsabilità dell’attuazione, alla luce del fatto che detti aspetti sono spesso trattati da diversi dipartimenti governativi, a diversi livelli, negli Stati membri. Pertanto, il raggiungimento del livello locale e la garanzia dell’ottenimento delle relative opinioni, la presa in considerazione delle responsabilità di quanti operano nelle comunità locali di tutta Europa e delle sfide che devono affrontare, sono tutti aspetti fondamentali per garantire che il Pilastro sia non solo una dichiarazione di principi ma si trasformi in un vero e proprio strumento di impatto a livello locale.

 

Alessandra Servidori   GIOVANI E ITC formiche.net  febbraio 2017

Opportunamente ci interroghiamo su come riparare al fatto che i nostri giovani non sanno più scrivere e addirittura comporre un tema correttamente, scandalizzati   perché al concorso per maestri elementari in pochissimi concorrenti hanno superato la prova scritta a causa degli orribili strafalcioni nonché sbagli di ortografia a causa di un forsennato uso dei computer e strumenti elettronici tanto che prendiamo atto che la società  italiana del 2020 si sta robotizzando. La questione più inquietante è  che il posto dell'Europa nel futuro delle TIC dipenderà dalla sua capacità di lavorare insieme per gestire l'innovazione digitale e di cambiamento dirompente sul continente. Secondo la Commissione europea, la domanda di lavoratori ICT è in crescita del 4% ogni anno, mettendo a repentaglio il potenziale dell'UE per la crescita e la competitività digitale superando fornitura. L'Europa deve affrontare una carenza di circa 756.000 professionisti ICT entro il 2020, con una mancanza di sinergia tra i sistemi di istruzione e le esigenze del mercato del lavoro. Paradossalmente, questi cambiamenti si verificano mentre l'Europa ristagna, con milioni di  persone di fronte a prospettive ridotte e la disoccupazione.  E dunque gli E-Skills sono ora una grande opportunità per creare posti di lavoro in una rivoluzione digitale. Nel giugno 2016 la Commissione europea ha lanciato un'agenda” Nuove competenze per l'Europa”, con le competenze digitali come una componente chiave. Essa presenta una serie di azioni e iniziative che cercano di ridurre il deficit digitale in Europa , con la Commissione che ha inoltre invitato gli Stati membri a creare ampie strategie nazionali di competenze digitali entro la metà del 2017. Per aumentare ulteriormente la consapevolezza, la Commissione ha inoltre proseguito la campagna  'e-competenze per Jobs , aggiornata con un vasto manifesto  di competenze informatiche rilasciato nel dicembre 2016. I piani di digitalizzare l'industria europea, oltre a una migliore formazione per la forza lavoro e le iniziative in e -government, dimostrano il profondo cambiamento strutturale nella tecnologia e nella società e la necessità immediata di un'azione collaborativa.

Nonostante una strategia forte, l'esplosione delle tecnologie mobili, big data, cloud e social media continuerà a trasformare radicalmente l'ambiente di lavoro di oggi. Ci sono domande sulla sicurezza informatica e privacy, e molti rimangono sotto-qualificati o non collegati. D'altra parte, la digitalizzazione di prodotti e servizi apre ampie opportunità per l'innovazione, gli investimenti e la creazione di nuove imprese e posti di lavoro. Nel  solo settore app UE  si prevede di fornire 4,8 milioni di posti di lavoro entro il 2018, con un impatto positivo sulla disoccupazione giovanile e lo spirito imprenditoriale. Liberare tutto il potenziale dei cittadini può quindi consentire all'Europa di  sviluppare la formazione  e diventare un leader nel web imprenditorialità. Questa  realtà  internazionale offre un'opportunità preziosa per le principali parti interessate del settore pubblico e privato per esplorare le misure che vengono adottate per ridurre la carenza di competenze informatiche, le lacune e discordanze, e di utilizzare la tecnologia per un paesaggio europeo più competitivo e prosperoso.  L’Italia nell’incoraggiare  ad impegnarsi su questo fronte deve contemporaneamente recuperare  con uno sforzo straordinario la cultura della lettura, dell’esposizione e della scrittura della lingua italiana perché una società  giovane e del lavoro che non sa   scrivere e rapportarsi personalmente rischia di essere discriminata due volte. Per non rimanere fuori  dallo sviluppo bisogna da subito rimboccarsi le maniche, cominciare dalla scuola dell’infanzia e via via  riservare ai programmi di scuola  di ogni ordine e grado una parte fondamentale del linguaggio, della scrittura, della sintassi.

 

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