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LA UE SALVATA DALLE DONNE Alessandra Servidori   Misuriamo la salute della popolazione Europea :   salvata dalle donne... Read more
DRAGHI RENZI :L’ITALIA diritti e doveri di chi rappresenta chi. Alessandra Servidori DRAGHI  RENZI :L’ITALIA diritti e doveri di chi rappresenta chi. L’ultima ... Read more
Un voucer per i profughi  FIORELLA FIORE - UN VOUCER PER I MIGRANTI  CON LA TECNOLOGIA SI PUO' RISOLVERE IL PROBLEMA... Read more
UE : in Italia la parità di genere ancora trascurata         UE: SERVIDORI, 'NON SOLO COMMISSARIO, C'E' ANCHE NOMINA PER ENTE PARITA' DI GENERE'... Read more
EUROUFOUND : nella UE a 24 fondamentale la comparazione sui temi del lavoro Alessandra Servidori  In Italia , è caduto purtroppo nell’oblio  il sistema di comparazione tra... Read more
PILLOLE di STABILITA' -11 Gennaio 2016     PROF .ALESSANDRA SERVIDORI  -  DIRETTORE CESLAR-UNIMORE Pillole LEGGE DI STABILITA’  Sono... Read more
Giovani : studio in azienda e lavoro a scuola Alessandra Servidori   * 31 Dicembre 2016 IL RESTO del CARLINO-QUOTIDIANO- pag 10  Fine... Read more
C'è sete di armonia e di pace - ITALIA e GRECIA La questione Greca dovrebbe fare calmare il giovane toscano sempre troppo ardito e rapace.... Read more
SMART WORKING e CORAGGIO dell'innovazione 2 ottobre 2015 Il lavoro che cambia - Lo smart working e il coraggio... Read more
Noi ci siamo.E il Governo? DONNE E LAVORO- www.ildiariodellavoro.net  Proposte (ragionevoli) sui servizi di assistenza... Read more
Incidenti sul lavoro: basta deroghe alla pervenzione INCIDENTI LAVORO-IL DIARIO DEL LAVORO  Aumentano i morti, ma l’adeguamento alle norme di... Read more
IN MEMORIA DI JO Alessandra Servidori IN MEMORIA DI JO      18 giugno 2016 \n Questo indirizzo email è... Read more
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Ancora sulla demenziale dominante teoria del gender Alessandra Servidori Ancora sull’educazione (?) teoria di gender Il Sindaco di Venezia ,... Read more
In diretta dal Circo Massimo Alessandra Servidori   In diretta dal Circo Massimo : la piazza forte della famiglia.  E’ una... Read more
OMS bacchetta l'Italia per la mancanza dis ervizi alla maternità Alessandra Servidori L’Italia è ancora una volta bacchettata dall’OMS per il mancato rispetto... Read more
La lega e il suo programma demolitore Alessandra Servidori  blog startmagazine  11 agosto 2019 Se Borghi  presidente della commissione... Read more
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Donne pace e sicurezza Alessandra Servidori                 DONNE PACE E SICUREZZA a che punto siamo in tutto il mondo ... Read more
Lettera aperta al Presidente Mattarella Alessandra Servidori Lettera aperta al Presidente Mattarella 25 maggio 2018 Egregio e caro... Read more
CIRINNA' si calmi ! 10 agosto 2015 Alessandra Servidori  Tutti vogliono una buona legge sui diritti  e le unioni civili :  Cirinnà... Read more
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DALLA PARTE DELLE DONNE E DEL LAVORO .La situazione aggiornata   Alessandra Servidori       -18 SETTEMBRE        DALLA PARTE DELLE DONNE e del lavoro nel... Read more
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BOSCHI e Pari Opportunità Alessandra Servidori  E ora il /la Ministra per le Pari opportunità... Read more
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Buona Pasqua?in verità siamo poco sereni Alessandra Servidori                          Facciamo il punto perché c’è da stare poco... Read more
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I numeri sono fatti: i conti in Italia

http://formiche.net/2016/02/27/come-vanno-conti-dellitalia/

Alessandra Servidori                         I numeri sono fatti e l’Italia non è una fattoria degli animali

In questi giorni di confusione sul  maxiemendamento sulle Unioni Civili che ha dato risultati deludenti e quasi ridicoli (la questione della fedeltà è la più evidente) tra abbracci teatrali della senatrice Cirinnà e dichiarazioni arroganti dei verdiniani ,noi stanchi  come la maggior parte degli italiani, abbiamo cercato di capire e studiare la razionalizzazione(?)revisione(?) della spesa pubblica, anglesiamente denominata spending review .Lo abbiamo fatto con molta curiosità spinti dalla relazione della Corte dei Conti che è e rimane la fonte certa dei numeri all’italiana. Poi ovviamente c’era già Junker che soffiava sui carboni che cercavano di essere spenti da un Ministero padoaneggiante che dava dei dati e da dichiarazioni renziane ormai  evidentemente orwelliane.  Le parole  inequivocabili del Presidente della Corte Squitieri  testualmente puntano il dito contro il Governo  e non abbiamo bisogno di traduzioni buoniste: “…il parziale insuccesso o, comunque, le difficoltà incontrate dagli interventi successivi di "revisione della spesa" sono anche imputabili ad una non ottimale costruzione di basi conoscitive sui contenuti, sui meccanismi regolatori e sui vincoli che caratterizzano le diverse categorie di spesa oggetto dei propositi di taglio. ….. i risultati conseguiti - che sono importanti a livello di dati aggregati -…. nascondono i segni delle rigidità e delle difficoltà incontrate nella scelta delle modalità di contenimento della spesa. Il sacrificio degli investimenti pubblici - un punto su cui il Governo sta ponendo una attenzione particolare - è una prima evidenza emerge dall'esperienza degli ultimi anni e che testimonia un risultato molto sbilanciato nella composizione tra spesa corrente e spesa in conto capitale….. Ma di pari importanza è l'osservazione secondo la quale il contributo al contenimento della spesa non è più solo riconducibile ad effettivi interventi di razionalizzazione e di efficientamento di strutture e servizi, quanto, piuttosto, ad operazioni assai meno mirate di contrazione, se non di soppressione, di prestazioni rese alla collettività. Dai tagli operati è, dunque, derivato un progressivo offuscamento delle caratteristiche dei servizi che il cittadino può e deve aspettarsi dall'intervento pubblico cui è chiamato a contribuire…. Queste contraddizioni appaiono, naturalmente, più stridenti sul fronte degli enti territoriali. Così, per le regioni, al netto di quanto destinato al finanziamento della spesa sanitaria, si evidenzia come il progressivo taglio delle risorse disponibili si sia tradotto in una modifica del rilievo delle funzioni svolte, con caratteristiche diverse tra regioni, e come ciò stia progressivamente portando a delineare particolari modelli territoriali e diversità di accesso dei cittadini ai servizi.”Pochi minuti dopo il Ministero dell’economia e finanze passava alla difensiva con il suo controcanto e snoggiolava numeri. Incerti e soprattutto vaghi. Molto vaghi su presunti risparmi dal 2014 ad oggi : 18.003 milioni di euro e,, adirittura ne sono in previsione altri 7177 nell’anno corrente. Si parla di consulenze tagliate ( ma sono aumentate!) di vendita degli immobili del Ministero della difesa ( ma le caserme sono ancora tutte lì e abbandonate in rovina!)di risparmi della spesa per gli acquisti della PA ( ma la digitalizzazione è ancora da attuare!) e via andare  in un racconto di improbabile futuro di risultati che non ci sono stati . Basta fare i conti con la matita rileggendoci le Relazioni dei “ furono” Commissari  Cottarelli della spending review  e dopo di lui   ancora il bocconiano Perotti  dimessosi  sbattendo la porta, e dell’attuale Gutgeld  che prevedevano in un biennio/ quasi triennio ormai alle spalle,un salvadanaio  immaginato. Anche perché sappiamo bene che  i 4, 2  miliardi  di  virtuoso  risparmio solo sognato era instabilmente piantato su proiezioni di tagli al Senato e Organi Costituzionali (ancora vivi, vegeti,  allegramente finanziati)  sulla digitalizzazione dei pagamenti  della PA e dall’accorpamento  delle forze dell’ordine (ancora  tutto da realizzare) in un periodo ormai consumato. Ultimamente Renzi quando spara dei numeri nelle abituali conferenze stampa di Palazzo Chigi  è fortemente deriso dalla stampa estera perché i numeri non sono un’opinione sono fatti. E i numeri di Palazzo Chigi non tornano .  E tra i siluramenti di chi è andato per tagliare ed è stato tagliato ,l’Italia affonda in un mare di debiti .Presidente ,compagne e compagni, : i tagli possono basarsi su maggiori efficienze e minori sprechi, nel qual caso non esiste altra strada che farsi guidare da chi conosce la struttura della spesa, coprendogli le spalle dai pesanti attacchi, cioè l’esatto contrario di quel che avete fatto con Cottarelli. Oppure, e sono quelli più promettenti, possono essere generati da riforme, da cambiamenti profondi dell’agire pubblico. Insomma più che tagli una vera e propria riqualificazione della spesa pubblica, con cui, naturalmente, che si può anche ridurre  aumentandone la qualità. Questo è il lavoro serio e alto della politica. Il resto è ragionerismo praticato da gente che non conosce la ragioneria e dicono non verità.. Con i risultati che si  vedono.

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