Previous Next
Donne e politica-3 Novembre 2015 Alessandra Servidori-   3 novembre 2015 Donne e politica : saranno le signore a salvare la... Read more
BOSCHI e Pari Opportunità Alessandra Servidori  E ora il /la Ministra per le Pari opportunità... Read more
CANNA IN TERRAZZA..... Demenziale Alessandra Servidori Cannabis in terrazza ……! Devastante    29-12-2019  Come insegnante... Read more
Brucia l'Italia,il suo territorio ma non il debito pubblico Alessandra Servidori BRUCIA L'ITALIA il suo territorio ma non il debito pubblico Aumenta il... Read more
DALLA PARTE DI OTTAVIANO ieri e oggi  Alessandra Servidori              Dalla parte di Ottaviano  Del Turco allora e oggi Sono... Read more
Attenzione lo smart working si modifica Alessandra Servidori        Attenzione lo smart working  si modifica  Salvo... Read more
La Commissione Ue al lavoro per le integrazioni sui diritti umani e le donne QUI EUROPA www.ildiariodellavoro.it  La Commissione Ue al lavoro per le integrazioni sui diritti... Read more
Il benessere integrale degli anziani non autosufficienti è al centro della nostra attenzione ?                           Alessandra Servidori Quali orizzonti per il settore socio-sanitario... Read more
Mario Draghi : bene si cambia rotta. Stamane a Radio in Blu Giovedì mattina 4 febbraio : RUBRICA ore 9,35 Diretta  Streaming IN Blu  2000... Read more
Recovery Fund,perchè non vanno dimenticati i servizi sociali Recovery Fund, perché non vanno dimenticati i servizi sociali     ... Read more
E pensare che si dicono ancora democratici Comunque l’arroganza e l’ignoranza dell’attuale  spezzatino PD sta portando il nostro BELPAESE... Read more
Il presidente Mattarella chiami Draghi   Alessandra Servidori www.ildiariodellavoro.it    L'unica possibilita' di salvarsi dalla... Read more
Niente parità di genere nei consigli metropolitani Alessandra Servidori                   Donne e governo metropolitano : una presenza... Read more
Battere il cancro al seno : una priorità della Ue   Alessandra Servidori  ILDIARIODELLAVORO        27 ottobre 2020  Il parlamento europeo per... Read more
PER LE DONNE IRANIANE LIBERTA'  ALESSANDRA SERVIDORI BOLOGNA 5 OTTOBRE OGGI ALLE 18 ADERIAMO ALLA MANIFESTAZIONE  IN PIAZZA... Read more
La mala formazione italiana Alessandra Servidori La mala/formazione economica del popolo italiano e un ringraziamento a... Read more
Social vigliaccamente predatori Alessandra Servidori Considerazioni lucide  sull’era del social e buone vacanze, senza.  Trovo... Read more
Ripresa no, ripresina,forse,ma molto ina Alessandra Servidori - Ripresa no, ripresina,forse,ma molto ina .     30 agosto 2017  La... Read more
Riflessioni da cristiana cattolica Riflessione di una cristiana cattolica      EWWIWA MARIA !!!!! Ritirato il documento sulle linee... Read more
StartMag un 8 marzo particolare BLOG https://www.startmag.it/blog/un-8-marzo-particolare/  Un 8 Marzo particolare di Alessandra... Read more
Italiani sudditi dice il Censis.Non solo italiani l’ultimo Rapporto del Censis Di Alessandra Servidori |... Read more
Legge elettorale : rose con molte spine Alessandra Servidori .     Rose con molte spine : un testo  da maneggiare  con precauzione. 24... Read more
Competenze per le PMI : la grande sfida digitalizzazione QUI EUROPA Competenze per le PMI, la grande sfida della digitalizzazione                       ... Read more
BANCHE e dintorni :la storia vera della truffa di Stato Alessandra Servidori – LA storia vera della TRUFFA di STATO La vicenda del “salvataggio delle 4... Read more
Sopprimere i vaucer?Una boiata pazzesca Alessandra Servidori Eliminare i vaucer ? una boiata pazzesca  www.formiche.net  I dati... Read more
A CESENA a parlare di Politiche di Pari opportunità FIDAPA FEDERAZIONE ITALIANA DONNE ARTI PROFESSIONI AFFARI BPW ITALY B.P.W. ITALY-Sezione di... Read more
Cargiver :vogliamo la legge IL SUSSIDIARIO.NET  7 Ottobre 2019  Caregiver Il Sussidiario Alessandra Servidori  I caregiver... Read more
Violenza in famiglia https://formiche.net/2021/02/violenza-in-famiglia-un-reato-che-si-allarga-a-macchia-dolio/ Alessandra Servidori     11 Febbraio 2021  Violenza in famiglia .Un reato che si allarga a... Read more
Inps,tutte le novità sui sussidi familiari per le convivenze e le unioni civili Inps, tutte le novità sui sussidi familiari per le convivenze e le unioni civili  Alessandra... Read more
Dalla Ue le Nuove Linee guida per educare all'uguaglianza di genere . QUI EUROPA Dal Parlamento Ue arrivano le Linee guida per educare all’uguaglianza di... Read more
Conte, Di Maio, l'ex grande fratello, Arcuri.Arcuri è il demolitore DOC Alessandra Servidori Conte Di Maio l’addetto stampa ex grande fratello e Arcuri. Dei 4 il più... Read more
La violenza sulle donne sul lavoro e spesso anche indirette VIOLENZA DI GENERE Le violenze sulle donne sono molte, anche sul lavoro e spesso... Read more
IL CURA ITALIA LASCIA SOLE le famiglie  ALESSANDRA SERVIDORI         IL CURA ITALIA LASCIA SOLE LE FAMIGLIE CON PERSONE NON... Read more
La genitorialità condivisa NON è condivisa                Alessandra Servidori   La genitorialità condivisa non è condivisa... Read more
ITALIA lasciata sola con l'esodo biblico  ALESSANDRA SERVIDORI            IMMIGRAZIONE E ITALIA isolata Dalla grande mela il giovane... Read more
E finalmente un già( il mio Ministro del lavoro Sacconi ) dalla parte del lavoro femminile : nero su bianco  E finalmente un già( il mio Ministro del lavoro Sacconi ) dalla parte del lavoro femminile :... Read more
Legge di biliancio :tra le ombre qualche lumicino Alessandra Servidori  LEGGE DI BILANCIO : tra le ombre qualche lumicino - 2 Dicembre 2017 Il... Read more
Per Marco : sempre con lui e le sue idee UNIBO PER MARCO  19 anni senza di lui ma sempre con lui Domani ricorre il 19esimo anniversario... Read more
Non è un Paese per bambini Alessandra Servidori                          Non è un paese per bambini Un’ indagine nazionale... Read more
Politiche per la famiglia e Il Lavoro....   ALESSANDRA SERVIDORI   POLITICHE PER LA FAMIGLIA E  IL LAVORO  www,il sussidiario.net  Siamo... Read more
Magistrati all'attacco della debole politica http://formiche.net/2016/12/27/politici-magistrati/  Alessandra Servidori   In tempo di... Read more
Ultima riflessione sulla settimana europea prevenzione salute e sicurezza sul lavoro Alessandra Servidori Rimaniamo sulla valutazione dei rischi           Occorre delimitare meglio... Read more
La Presidenza Tedesca Ue : una agenda tonica QUI EUROPA   ildiariodellavoro Una agenda di presidenza semestrale tedesca Ue... Read more
Dedicata alle persone disabili: non solo il 3 dicembre Alessandra Servidori 3 Dicembre Giornata internazionale dedicata alle persone disabili   ... Read more
IL PIL ITALIANO in declino CAMBIA VERSO SOLO PER I RENZIANI ALESSANDRA SERVIDORI                            Dopo Ferragosto  IL PIL  italiano in declino... Read more
La Ue diminuisce sensibilmente le risorse per la parità di genere. QUI EUROPA www.ILDIARIODELLAVORO:IT  Rapporto EIGE, meno dell’1% dei Fondi Strutturali Ue viene... Read more
IL CAPOMAFIA ASSASSINO stragista finalmente catturato   Alessandra Servidori  Matteo Messina Denaro , capomafia trapanese è stato condannato... Read more

Dottoresse in prima linea. Ma non solo

Dottoresse in prima linea. Ma non solo.

https://www.ilvaloreitaliano.it/le-dottoresse-in-rivolta-a-napoli-qui-non-esistono-signorine/

Curioso e allo stesso tempo interessante il caso scoppiato all’ Ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, di competenza dell’Asl Napoli 2 Nord, dove é in corso una vera e propria battaglia contro il gender gap da parte delle dottoresse, stufe di sentirti chiamare ‘signorine’ dai pazienti che così si rivolgono a loro lungo i corridoi o negli studi quando richiedono specifiche. Possibile, dicono esauste, che negli stessi corridoi i colleghi uomini debbano essere chiamati dottori mentre la nostra professione non emerga e venga messa in secondo piano solo perché siamo donne? A detta delle dottoresse, che hanno deciso di affiggere sulla porta dell’ambulatorio un cartello singolare: “In questi ambulatori non esistono ‘signorine’ ma le dottoresse”, si tratta di atteggiamento sessista di alcuni pazienti.

La tematica é delicata e non é la prima volta che le donne sottolineano un arretratezza culturale in ambito professionale ed accademico. Ricordate, in questo caso con atteggiamento opposto, il caso della direttrice d’orchestra di Sanremo, Beatrice Venezi che aveva esplicitamente chiesto, creando non poche polemiche sul palco dell’Ariston, di essere chiamata direttore e non direttrice. La motivazione era stata per chi non la ricordasse: “Per me contano altre cose: la preparazione, il modo in cui si fanno le cose. La mia professione ha un nome che é ‘direttore d’orchestra’.

Ma cosa si era nascosto dietro al suo desiderio, si erano chiesti in molti dato il dibattito infuocato che ne era emerso sui social e sui media, annientare l’ipocrisia del politically correct ad ogni costo, oppure far intendere tra le righe che il titolo é autorevole solo se al maschile?

Il linguaggio se ben utilizzato e con le giuste declinazioni al femminile può essere effettivamente uno strumento potente per scardinare antichi stereotipi di genere? Su tale questione, data la sua competenza, abbiamo deciso di interfacciarci con la Professoressa Alessandra Servidori, docente, esperta di  welfare, politiche attive del lavoro e diritto antidiscriminatorio, nonché Presidente Nazionale Associazione TutteperItalia, che ringraziamo per la gentile disponibilità. Eccovi le sue parole sul caso dell’ospedale di Napoli, corretto l’atteggiamento ‘simbolico’ messo in atto dalle dottoresse?

Napoli, le dottoresse si ribellano: ‘Qui non esistono signorine’

Così la Servidori: “La scelta delle dottoresse dell’ospedale napoletano è comprensibile e comunque è utile per approfondire un atteggiamento molto comune che segna anche una arretratezza culturale in ambito professionale e accademico. Promuovere l’uso di un linguaggio non discriminatorio e attento alle differenze di genere nella comunicazione istituzionale, nei documenti e negli atti amministrativi, negli eventi pubblici e nella quotidianità accademica e sociale è ancora complicato.

Il linguaggio è uno degli ambiti in cui si producono e si perpetuano stereotipi e pregiudizi di genere e, al contempo, chi scrive è convinta che il linguaggio può essere strumento potente per scardinare antiche consuetudini, sostenere il cambiamento e, nel caso specifico, promuovere una cultura più equa e meno asimmetrica, che riconosca e valorizzi in  pari misura la presenza e i ruoli di donne e uomini in ciascun ambito della sanità  e, più in generale, nella vita accademica e  comunemente sociale.

Il linguaggio non è mai uno strumento neutro, perché dà forma e voce al modo in cui gli esseri umani pensano, interpretano la realtà e agiscono nel mondo. Più o meno consciamente, le parole che usiamo possono veicolare e rafforzare asimmetrie, preconcetti e iniquità, oppure possono esprimere l’affermazione di diritti e articolare concetti complessi quali l’esigenza di promuovere la parità nel rispetto delle differenze.

Il linguaggio burocratico-amministrativo e della comunicazione istituzionale, la rappresentazione del genere femminile e, più in generale, dei generi, è stata e continua a essere un problema e una sfida. Negli atti normativi, nei verbali delle commissioni, nei documenti amministrativi e istituzionali si usa costantemente una lingua androcentrica: il maschile è il genere grammaticale dominante, sia al plurale che al singolare, anche in testi che riguardano una persona di sesso femminile o che non si identifica con il genere maschile.

Anche voci autorevoli dell’Accademia della Crusca, che continua a essere il maggior punto di riferimento della linguistica e filologia italiana, invitano a rappresentare donne e uomini con nomi declinati coerentemente al femminile  e al maschile.

Ma nell’ambulatorio ci sono davvero solo dottoresse? Signorine non é offensivo

Detto ciò sicuramente nel contesto  in oggetto  NON si può escludere che nell’ambulatorio lavorino anche altre figure femminili che non sono in possesso di titolo accademico e professionalmente, comunque, elevato e il termine usato comunemente dai pazienti non è offensivo per nessuno.

In questo caso se il cartello è relativo solo al ruolo delle dottoresse può essere limitativo e  offuscare le altre professionalità femminili : non mi pare corretto.

Proprio in questi giorni la Francia mette al bando la scrittura inclusiva cioè quel metodo assunto in piena rivoluzione femminile usato in molti paesi occidentali per promuovere l’uguaglianza di genere alternando nella lettura e nella scrittura un punto mediano cioè un segno e il Ministro dell’Istruzione con circolare stabilisce che è bandito tale metodo perché confonde la lettura e la scrittura e il maschile è assunto (ri/assunto) come una forma neutra adatta sia agli uomini che alle donne.

In Italia la questione  avanza e  nella prossima pubblicazione la casa editrice Effequ ha deciso di sostituire il maschile generico con un asterisco, dunque una opzione grafica per indicare “un neutro” a fronte di tante professioniste che però si rifiutano di femminilizzare il proprio titolo. Ma la scrittura inclusiva in effetti è il contrario di quello che afferma di se stessa perché esclude la lingua dalla sua stessa storia, dal suo passato, dalla sua tradizione, dalla sua logica. Non è la strada giusta.

Molti  cambiamenti non si possono definire ‘spontanei’, ma sono chiaramente frutto di una precisa azione socio-politica. Vi  l’incertezza di fronte all’uso di forme femminili nuove rispetto a quelle tradizionali maschili (è il caso di ingegnera), la presunta bruttezza delle nuove forme (ministra proprio non piace!), o la convinzione che la forma maschile possa essere usata tranquillamente anche in riferimento alle donne.

Ma maestra, infermiera, modella, cuoca, nuotatrice, ecc. non suscitano alcuna obiezione: anzi, nessuno definirebbe mai Federica Pellegrini nuotatore. Le resistenze all’uso del genere grammaticale femminile per molti titoli professionali o ruoli istituzionali ricoperti da donne sembrano poggiare su ragioni di tipo linguistico, ma in realtà sono,  di tipo culturale; mentre le ragioni di chi lo sostiene sono apertamente culturali e, al tempo stesso,  anche fondatamente linguistiche.

Vero è che le resistenze all’uso di un linguaggio inclusivo del genere femminile non sono quindi giustificabili con motivazioni di tipo grammaticale, ma sono piuttosto riconducibili a una resistenza di tipo culturale ad adeguare la lingua ai cambiamenti di status sociale delle donne.  Pare utile e soprattutto educativo e formativo, denominare le professioniste con il loro titolo a volte declinabile al femminile naturalmente oppure anticiparlo con l’appellativo signora.

Si ricorda che nel marzo 2015, presso il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, venne costituito un gruppo di esperte ed esperti in materia, con lo scopo di predisporre delle linee guida e sensibilizzare all’uso di un linguaggio rispettoso delle differenze di genereil progetto rientra nelle azioni previste dal Piano di azioni straordinario contro la violenza sessuale e di genere (decreto legge n. 93 del 14 agosto 2103, convertito nella legge n. 119 del 15 ottobre 2013). Linee guida dunque, non obbligatorie“.

Ringraziamo di cuore la Professoressa Alessandra Servidori per aver accolto in nostro invito e per averci fornito interessanti spunti di riflessione, confidiamo di poterla avere ancora come gradita ospite su ‘Il Valore Italiano ‘.

 

Copyright © 2013 www.tutteperitalia.it. Tutti i diritti riservati.