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Ullalà :pensioni e ancora pensioni DAL SITO PER NOI Pensioni per tutti... Read more
Dedicata alle persone disabili: non solo il 3 dicembre Alessandra Servidori 3 Dicembre Giornata internazionale dedicata alle persone disabili   ... Read more
TERZO ATTO: DONNE CANNIBALI al Governo ATTO TERZO:  DONNE AL GOVERNO. Ma NOI NON ABBIAMO PAURA DI DIRE LA VERITA' - DONNE CANNIBALI  Il... Read more
GOVERNO SENZA FAMIGLIA.VERGOGNA Alessandra Servidori 27 Aprile 2020 GOVERNO SENZA FAMIGLIA :VERGOGNA! Figli e familiari... Read more
Un voucer per i profughi  FIORELLA FIORE - UN VOUCER PER I MIGRANTI  CON LA TECNOLOGIA SI PUO' RISOLVERE IL PROBLEMA... Read more
Chi si occupa dei diritti dei delle persone disabili? Alessandra Servidori    BLOG FORMICHE.NET  8 gennaio 2020 Chi si occupa  dei diritti delle... Read more
Morti bianche e lavoro. Numeri e criticità Alessandra Servidori    Morti bianche  e lavoro .Numeri e criticità  Sono chiamate morti bianche... Read more
Privatizzazioni? Si bene ma....... Alessandra Servidori         formiche.com 11 settembre 2019 Il Presidente di Confindustria... Read more
1 ottobre PAPA FRANCESCO a BOLOGNA: il lavoro prima di tutto 1 ottobre Papa Francesco  a Bologna : il lavoro prima di tutto e per tutti  Alessandra... Read more
L'apprendistato per gli insegnati   L’apprendistato, una buona idea per la formazione dei docenti  Alessandra... Read more
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25 Novembre :non bastano più i gesti simbolici   ALESSANDRA SERVIDORI   www.ildiariodellavoro.it  25 novembre giornata internazionale per... Read more
NULLA DA FESTEGGIARE:PERO'TENIAMO BOTTA                            Alessandra Servidori    8 marzo NULLA DA FESTEGGIARE :PERO' TENIAMO... Read more
BCE:la nostra sentinella sempre allerta e sincera Alessandra Servidori   BCE : la nostra sentinella sempre allerta e sincera-22 dicembre... Read more
L'ignoranza caprona è offesa per le istituzioni Alessandra Servidori Di trucidi volgari e indecenti soggetti che fanno politica  è ricca la... Read more
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Arriva il MIO Manager Innovazione Opportunità https://www.ildiariodellavoro.it/adon.pl?act=doc&doc=71092#.XEicQVxKhPY  TECNOLOGIA E... Read more
A Bologna : no all'illegalità Alessandra Servidori  NO all'illegalità  La politica bolognese è in difficoltà, come nel resto... Read more
Dedicato alle donne in movimento http://formiche.net/2017/01/25/donne-in-movimento/  Alessandra Servidori - Non si può non... Read more
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Due buone ragioni per essere solidali con Giorgia Meloni Alessandra Servidori Esprimo solidarietà a Giorgia Meloni prima di tutto come Presidente del... Read more
Il o la Sindaco per la mia Bologna     Alessandra Servidori   AGOSTO 2015           Il o la Sindaco della mia BOLOGNA Bologna La... Read more
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OPERE DI BENE NON SOLO PER GLI STUDENTI DI HARVARD Alessandra Servidori Una  notizia fa sempre bene soprattutto quando coinvolge la speranza di... Read more
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NO LA CANNA DI STATO NO Non condivido  anzi la  contrasterò con tutto il mio convincimento ( e non solo) questa proposta ... Read more
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PER LE DONNE IRANIANE LIBERTA'  ALESSANDRA SERVIDORI BOLOGNA 5 OTTOBRE OGGI ALLE 18 ADERIAMO ALLA MANIFESTAZIONE  IN PIAZZA... Read more
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Dalla parte di Laura Boldrini e non solo

 ALESSANDRA SERVIDORI    Dalla parte di Laura Boldrini e non solo

La Presidente della Camera Laura Boldrini ha denunciato chi l’ha offesa sul web e così promuove una più che giusta azione legale e, si spera, una legge che punisce tutti coloro che subiscono questa violenza. Peraltro la Commissione Europea lo aveva auspicato alla fine dello scorso anno: bisogna fare di più contro gli incitamenti all'odio. I destinatari dell'invito erano i Big dei social network e dell'industria hi-tech, Facebook, Google, Microsoft e Twitter. Oggi la Germania traduce il semplice invito in legge approvata e destinata ad entrare in vigore a partire da ottobre .L'hanno soprannominata "legge Facebook", ma i destinatari sono tutte le compagnie che gestiscono un social network. Punto centrale della normativa è l'obbligo di tempestiva rimozione dei messaggi che incitano all'odio, onde evitare l'applicazione di una sanzione pecuniaria a carico dei gestori che può arrivare ad un massimo di 50 milioni di euro.In base alla normativa, le compagnie avranno l'obbligo di rimuovere entro 24 ore i contenuti "evidentemente illegali".In tale definizione rientrano discorsi di odio, diffamazione e incitamento alla violenza. La sanzione pecuniaria minima sarà di 5 milioni di euro, ma potrà arrivare al massimo citato. In presenza di contenuti che non palesano in maniera evidente la loro illegalità, i gestori del social network potranno valutare il caso entro un termine massimo di una settimana. Dunque la Germania ancora una volta, indica la strada non a parole ma a fatti,senza aver nessun timore di ledere – come alcuni social network hanno protestato- il diritto di espressione. Certo è che è necessaria, come peraltro ha ben interpretato Boldrini, la pressione politica sugli operatori che gestiscono le grandi piattaforme che devono essere puniti penalmente se non adempiranno ai loro obblighi. Il Parlamento tedesco ha approvato la misura secondo la quale se 24 ore dopo aver ricevuto una segnalazione, il social non rimuove il post offensivo,appunto rischia una sanzione milionaria; inoltre, il testo prevede che dopo la cancellazione degli insulti nei sette giorni successivi il social deve provvedere a bloccare altri contenuti offensivi. La normativa,  tocca una delle attività più delicate di social media come Facebook, Twitter, LinkedIn e Instagram, che incoraggiano da una parte la comunicazione e la libertà di espressione - anche e soprattutto per ragioni economiche - e dall’altra sono alle prese con le recenti polemiche sull’utilizzo a vario titolo improprio della comunicazione sui social: dalle fake news utilizzate a fini politici , alle frequenti ingiurie che costellano le time line dei profili e delle pagine dei social. Nell’ordinamento giuridico della Germania, sono presenti misure particolarmente dure nei confronti di diffamazione, incitamento all’odio nei confronti di minoranze o alla delinquenza e alla violenza, comprendenti anche la negazione dell’Olocausto. Tuttavia, come sottolinea l’agenzia di stampa Reuters, sono pochi i casi di soggetti finiti davanti ai tribunali. In Italia si sta timidamente pensando ad un disegno di legge per tracciare gli utenti dei social network e sappiamo bene che la questione ovviamente non riguarda solo la Germania: negli Stati Uniti hanno fatto discutere negli ultimi giorni i criteri di selezione dei commenti rimossi da parte di un social media come Facebook, che non ha rimosso un post con le frasi del repubblicano della Louisiana Clay Higgins contro i musulmani “radicalizzati”: «Cacciateli, identificateli e uccideteli!» mentre ha cancellato il post del poeta bostoniano e attivista nero Didi Delgado , in cui accusava tutti i bianchi di essere razzisti. Dunque non sfugge a nessuno il potere discrezionale di orientare o meno l’informazione e soprattutto di pressione politica L’accountability dei social in questa materia è fondamentale: sia per la costituzione di un rapporto di fiducia nei confronti dei singoli utenti che nei confronti degli inserzionisti pubblicitari. Facebook, in particolare, ma anche le altre piattaforme stanno conquistando fette di mercato sempre più ampie ai canali e ai media tradizionali. E dunque è anche una questione di mercato ma un governo serio , che ha responsabilità e coraggio procede e tutela i suoi cittadini. Ricordiamo poi che un segnalo chiaro   che dovrebbe far riflettere quelli che continuano a pensare che attraverso i social sia lecito l’insulto indiscriminato,  e chiunque può dire qualunque cosa come se si fosse tutti chiusi nello spalto di uno stadio,lo ha dato la prima sezione penale della Cassazione . La Corte  ha specificato in una sentenza (n. 50 del 2 gennaio 2017) che la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca “Facebook” integra un’ipotesi di diffamazione aggravata e quindi di esclusiva competenza del tribunale penale, poiché si tratta di «condotta potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato o comunque quantitativamente apprezzabile di persone». È chiaro che non dovrebbero essere la paura delle sanzioni, ma una maggiore cultura digitale a far riflettere i “leoni da tastiera”, ma è sempre bene che anche chi interpreta il diritto si  renda  conto che ciò che avviene in rete non riguarda più una parte esclusiva della società ma comporta effetti reali nella vita di qualsiasi cittadino.

 

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