Sempre dalla parte delle donne nel mondo
Alessandra Servidori
Come componenti del Comitato interministeriale diritti umani siamo state invitate a partecipare a “Women, Peace, and Security: Reclaiming the Agenda in a Fragmented World”, il primo Forum Annuale di WIIS Italy (Women In International Security Italy), promosso alla vigilia della riunione annuale della Global Alliance of Regional Women Mediator Networks, di cui l’Italia è co-fondatrice, sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il Forum si è tenuto lunedì 19 gennaio 2026, a Roma, presso l’Aula dei gruppi parlamentari. Hanno portato la loro esperienza tra le altre, l’Inviata Speciale per l’Agenda Donne, Pace e Sicurezza dell’Unione Africana, Amb.ce Liberata Mulamula, già Ministra degli Affari Esteri della Tanzania; la Rappresentante Speciale per l’Agenda Donne, Pace e Sicurezza della NATO, Irene Fellin; alcune componenti del Network delle Donne Mediatrici del Mediterraneo, come Eva Ziedan, peacebuilder e mediatrice siriana, Lea Baroudi, fondatrice di March in Libano, Odeta Barbullushi, già viceministra degli Affari Esteri dell’Albania, e Amal Jadou, Ambasciatrice palestinese presso l’UE, già viceministra degli affari esteri. Il CIDU si è impegnato in continuità con il nostro Progetto Donne pace e sicurezza per garantire che le priorità delle donne siano centrali nelle decisioni in materia di pace e sicurezza a tutti i livelli. Per raggiungere questo obiettivo, affrontiamo le barriere sociali, culturali e politiche e i rischi per la protezione che limitano la piena partecipazione delle donne al raggiungimento e al mantenimento della pace. E’ stato particolarmente interessante ascoltare la testimonianza perché le donne in tutto il mondo svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione dei conflitti, nella costruzione della pace e nell'aiutare i paesi a riprendersi dalle crisi, spesso mettendo a rischio la propria vita. Ciononostante, le donne rimangono in gran parte ai margini dei processi di pace formali e dei processi decisionali. La nostra priorità è cambiare lo status quo ponendo le priorità e i diritti delle donne al centro dei processi di pace e politici e raggiungere la parità di genere nelle operazioni di mantenimento della pace. Collaboriamo con i nostri partner, tra cui la società civile e le comunità, per affrontare le barriere sociali, culturali e politiche e i rischi per la protezione che limitano la piena partecipazione delle donne.Il Dipartimento per le Operazioni di Pace (DPO) è in prima linea nel promuovere l'agenda Donne, Pace e Sicurezza (WPS). Siamo incaricati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di attuare le Risoluzioni WPS , che riconoscono l'impatto sproporzionato e unico dei conflitti armati su donne e ragazze e riconoscono il contributo che queste ultime apportano alla prevenzione e alla risoluzione dei conflitti, al mantenimento e alla costruzione della pace. Inoltre, il Consiglio di Sicurezza sottolinea l'importanza della piena e paritaria partecipazione delle donne come agenti attivi per la pace e la sicurezza e affronta l'impatto della violenza sessuale nei conflitti. Anche Il nostro lavoro è guidato dall'iniziativa Action for Peacekeeping del Segretario generale (2018) e dal suo invito all'azione "Women Transforming Peace and Security" (dal 2020), che ribadiscono che la partecipazione piena, equa e significativa delle donne ai processi di pace, alle soluzioni politiche e alle operazioni di pace, nonché agli sforzi che tengono conto delle questioni di genere, sono essenziali per un efficace mantenimento della pace.Nella strategia di attuazione di Action for Peacekeeping , il piano A4P+ (2021-2023),e nel piano successivo 2024/2028 WPS interviene in tutte le aree prioritarie fungendo da catalizzatore per il progresso e l'attuazione del mandato. DPO si è impegnata in azioni trasformative nell'ambito del Patto per le donne, la pace e la sicurezza e l'azione umanitaria e il nostro lavoro è ulteriormente guidato da politiche che enfatizzano il mantenimento della pace rispettoso delle questioni di genere . Noi come CIDU con l’impegno che ci contraddistingue abbiamo pubblicato il nuovo V Piano d’Azione Nazionale su Donne, Pace e Sicurezza, la cui entrata in vigore ha coinciso con il trentesimo anniversario della IV Conferenza Mondiale sulle Donne di Pechino e con il venticinquesimo anniversario della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1325 (2000).Il nuovo Piano italiano presenta un rafforzamento degli Obiettivi e una razionalizzazione delle Azioni, finalizzati ad una sua migliore efficacia, in linea con l’Agenda Donne Pace e Sicurezza, e persegue quattro obiettivi, volti a promuovere e rafforzare il ruolo delle donne nella pace e in tutti i processi decisionali e la prospettiva di genere nelle operazioni di pace. Inoltre il Piano si propone di consolidare le azioni a favore dell’empowerment delle donne, delle ragazze e delle bambine, dell’uguaglianza di genere e della protezione dei diritti umani di donne, ragazze e bambine nelle aree di conflitto e post-conflitto. Infine, mira a consolidare le attività di comunicazione e formazione a tutti i livelli, allargando e rafforzando sempre più, al contempo, le sinergie con la società civile.
