Previous Next
La Presidenza Tedesca Ue : una agenda tonica QUI EUROPA   ildiariodellavoro Una agenda di presidenza semestrale tedesca Ue... Read more
Decreto Flussi ;vediamo un pò....... FRANCESCO COMELLINI -FAC- Decreto flussi ...... vediamo un pò   Il nuovo decreto-legge in... Read more
Giovani : studio in azienda e lavoro a scuola Alessandra Servidori   * 31 Dicembre 2016 IL RESTO del CARLINO-QUOTIDIANO- pag 10  Fine... Read more
NEET : Start Mag Quanto è grave la situazione nostrana Alessandra Servidori      START MAG 30 Giugno 2019 Ma come i sindacati lo scoprono oggi che c'è... Read more
IL PIL ITALIANO in declino CAMBIA VERSO SOLO PER I RENZIANI ALESSANDRA SERVIDORI                            Dopo Ferragosto  IL PIL  italiano in declino... Read more
POLETTI ha ragione   POLETTI ha ragione  Di fronte al mondo del lavoro che è già cambiato, ha fatto bene il... Read more
La lega e il suo programma demolitore Alessandra Servidori  blog startmagazine  11 agosto 2019 Se Borghi  presidente della commissione... Read more
Per Marco : sempre con lui e le sue idee UNIBO PER MARCO  19 anni senza di lui ma sempre con lui Domani ricorre il 19esimo anniversario... Read more
SMART WORKING e CORAGGIO dell'innovazione 2 ottobre 2015 Il lavoro che cambia - Lo smart working e il coraggio... Read more
Lezione n.4 Gnam Di Maio ingoiato http://formiche.net/2018/06/di-maio-gnam-lavoro/ LEZIONE N.4 LAVORO...LAVORO...LAVORO Non è mai... Read more
Oggi 8 marzo tanti contributi e domani 9 Marzo Audizione in Senato PNRR DA ALESSANDRA   alle amiche di TutteperItalia UN 8 MARZO IMPEGNATISSIMO: tante riflessioni sui ... Read more
Magistrati all'attacco della debole politica http://formiche.net/2016/12/27/politici-magistrati/  Alessandra Servidori   In tempo di... Read more
Caregivers familiari :novità importanti Alessandra Servidori La virulenza  aggrava la situazione delle persone affette da patologie... Read more
Draghi e come siamo messi in Europa? Alessandra Servidori   https://www.startmag.it/economia/europa/     19 agosto 2020          A... Read more
Ancora sulle unioni civili : le frequentazioni, l'arroganza,le spinte, ...la pornografia Alessandra Servidori Ancora sulle unioni civili : le frequentazioni ,le spinte, l’arroganza e... Read more
I giovani ci salveranno dai nuovi barbari QUI EUROPA: i giovani salveranno l’Europa dai "nuovi... Read more
Senato.25 Ottobre 2016 noi contro il Cancro OPUSCOLO / ASTUCCIO Patologie oncologiche,invalidanti,ingravescenti-             SENATO DELLA REPUBBLICA    -    PALAZZO MADAMA    SALA CADUTI DI NASSIRYA MARTEDI 25... Read more
E la prossima legge di stabilità? Alessandra Servidori  Il giovane toscano Presidente,una ne  dice cento ne pensa ma non siamo per... Read more
REPOWER UE : facciamo attenzione al debito ! Alessandra Servidori     REPOWEREU... Read more
Perché la morte con prepotenza delle tante donne private del diritto alla vita non sia vana. Alessandra Servidori             \n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E'... Read more
Quota 100 a tutti i costi? No grazie! Alessandra Servidori       Quota 100 a tutti i costi ? Facciamo due conti     dicembre... Read more
Abbandono e dispersione nella scuola Alessandra Servidori        ... Read more
Smart working ? Si ma con regole certe   Alessandra Servidori                ... Read more
E IL LAVORO AUTONOMO???? Alessandra Servidori  formiche.net 21febbraio 2017  Dove è finito il ddl sul lavoro autonomo? La... Read more
UN DEF DEMENZIALE e 4 anime colpevoli Alessandra Servidori  4 Anime : 1 in pena( Tria) 1 Spavalda( Conte) e 2 sciallate (Salvini e Di... Read more
JOBS ACT :ultimo atto e attenzione ai tranelli Alessandra Servidori Poletti Giuliano  ha semichiuso il cerchio del JOBS ACT che adesso con gli... Read more
NON CORRO non BALLO non SALTELLO MA..... Alessandra Servidori   NON CORRO NON BALLO  NON SALTELLO MA....... Non corro , non ballo, non... Read more
medicina di genere : nuova frontiera per la contrattazione  Alessandra Servidori         Una nuova frontiera per la contrattazione : la medicina di... Read more
chi aiuta le donne a mettere al mondo figli e continuare a lavorare? Alessandra Servidori – 9 gennaio 2018    Chi aiuta le donne a mettere al mondo figli e a poter... Read more
Una Italia ingiallita e stanca Alessandra Servidori                           Una fotografia dell’Italia ingiallita e stanca   ... Read more
Maratona per Europa: sì grazie ma basta con le solite litanie Slide maratona Europea   27 febbraio 2021   -    Uniformarsi alle norme ue  è un... Read more
Non facciamoci mancare la riflessione  ALESSANDRA SERVIDORI  2026 ?Parità tra uomini e donne ? pare anche solo formale ( ma non lo è)... Read more
BCE:la nostra sentinella sempre allerta e sincera Alessandra Servidori   BCE : la nostra sentinella sempre allerta e sincera-22 dicembre... Read more
Non solo critiche: così a Bruxelles si lavora contro il virus ALESSANDRA SERVIDORI    www.ildiariodelavoro.it   29 Aprile 2020 Non solo critiche: così a... Read more
DONNE AL GOVERNO: ATTO PRIMO Donne italiane, noi non abbiamo paura: alimentiamo la responsabilità per  la politica e il... Read more
E adesso : riflessioni su cosa dobbiamo fare adesso in EUROPA Alessandra Servidori   - https://www.startmag.it/blog/come-cambiera-leuropa/    27 MAGGIO 2019 “... Read more
Morti bianche e lavoro. Numeri e criticità Alessandra Servidori    Morti bianche  e lavoro .Numeri e criticità  Sono chiamate morti bianche... Read more
Insisto : sempre sulla UE Alessandra Servidori  15 giugno 2018 Lezione 3 Non è mai troppo tardi. Anzi meglio tardi che mai... Read more
MEDICO SCOLASTICO SUBITO Alessandra Servidori                                              MEDICO SCOLASTICO SUBITO  Sono... Read more
DDL ZAN Polemiche che chiariscono alcune verità                   Alessandra Servidori    IL DDL ZAN ha comunque sortito un peccato veniale :  ha... Read more
CAREGIVER FAMILIARI -19 Febbraio Bologna       Associazione Culturale Nazionale            TUTTEPERITALIA                         ... Read more

Dei diritti e delle pene

A che punto siamo sul PNRR Università e ricerca- Alessandra Servidori   

https://www.startmag.it/sanita/a-che-punto-siamo-sul-pnrr-universita-e-ricerca/

Il Pnrr rivolto al MUR ha riguardato in particolare le strutture: nel 2022 sono stati infatti banditi 6,08 mld di € (praticamente 3/4 di tutto il FFO 2022), per il prossimo triennio [partenariati, centri nazionali, ecosistemi e infrastrutture]. In pratica, sono stati assegnati oltre metà di tutti i fondi PNRR MUR. Alcuni elementi saltano agli occhi: le due partite più significative (centri nazionali ed ecosistemi, 3 mld di €), pur prevedendo bandi competitivi sono stati gestiti con logiche perlomeno particolari : in un caso con un numero di candidature identico ai vincitori, nell’altro con un numero molto simile (e un’assegnazione ad un numero inferiore, 11 invece di 12). Tra le università e con il MUR vive evidentemente un dialogo, anche sugli ecosistemi, dove ci sono state prevalenti aggregazioni territoriali ( gli atenei milanesi sganciati da quelli lombardi, alcuni anche in più progetti; larga parte dei lombardi non finanziati, come pugliesi e campani]. Nel bando Infrastrutture si è avuta un’assegnazione parziale e a realtà più numerose delle preventivate. Vero è che sul sistema dell’università e della ricerca è arrivata una massa di risorse, che crea un circuito esterno  (reti, hub, poli, centri ricerca su Fondazioni) e riguarda  una nuova stagione di precariato, senza prospettive e soggetta a norme anche più stringenti di quelle dello scorso decennio. Rischiamo di  radicalizzare  le divergenze. Nonostante la distribuzione anche al meridione, la concentrazione di risorse in atenei e realtà resi forti nell’ultimo decennio prosegue e anzi si rafforza. Al termine del PNRR si rischia non solo di mantenere le sperequazioni post-Gelmini, ma di aumentarle significativamente, come di incrementare differenze e articolazioni negli Enti di ricerca nel sistema complessivo (generalizzando dinamiche innescate con fondazione IIT, Humantecnopole e Biopolo di Siena).Nell’università e nella ricerca i mancati interventi  anche in parte nel PNRR e l’assenza di risorse aggiuntive dello Stato pesano alquanto. La curvatura del PNRR su ricerca e impresa in ogni caso mantiene e anzi rilancia le fratture determinate da Gelmini, DL 49 e distribuzione premiale dei fondi per esempio l’assenza di un concreto e reale diritto allo studio al quale oggi è legittimo non rivolgere il calo significativo  delle iscrizioni all’Università.Dopo il recupero di immatricolazioni nel primo anno di pandemia (330mila), lo scorso anno si è registrato un calo del 3%, che probabilmente continuerà; l’aumento del FFO con risorse solo per l’assunzione di personale rischia di squilibrare nei prossimi anni i bilanci degli atenei, spingendo a riequilibrare con una nuova tornata di aumento delle tasse;la distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario in mancanza di logiche perequative crea problemi perchè  nell’ultimo decennio la quota base del FFO si è ridotta dal 70% a meno del 50%, nei prossimi anni è data in ulteriore calo, crescendo quote premiali dirette e indirette: la differenza tra atenei si allarga. I fondi di finanziamento ordinario degli Epr  sono purtroppo insufficienti: la dotazione finanziaria complessiva ha subito tagli progressivi per più di un decennio. Nonostante dal 2016 sia iniziata una lievissima inversione di tendenza, i fondi ordinari degli Epr restano cronicamente sottodimensionati rispetto alle ordinarie attività di ricerca, la cui piena attuazione è garantita unicamente dalla partecipazione a bandi e progetti di ricerca internazionali il cui finanziamento è divenuto nel tempo parte rilevante e in alcuni casi maggioritaria dei budget complessivi gestiti dagli Enti di ricerca.Gli squilibri del personale: nonostante l’ultima finanziaria (860 mln di € da qui a 2026 su assunzioni), il personale delle università è significativamente sotto-dimensionato, sia docente sia TAB (secondo relazione di accompagnamento ultima legge di bilancio, 45mila unità docenti e altrettanti PTA). L’estensione del sistema universitario con il PNRR avviene tutta su ricerca (NON SU ISTRUZIONE), con strutture fuori dal perimetro delle università e degli Enti di ricerca. Non c’è intervento su personale di ruolo e neanche accompagnamento o incentivi (come per esempio nel Ministero della Giustizia). Analogo il sottodimensionamento degli Epr la cui tenuta complessiva negli anni è stata principalmente il frutto delle politiche di stabilizzazione del precariato storico. Nonostante ciò, anche con gli incrementi prospettati nell’ultima legge di bilancio (100 mln di € per i soli enti vigilati Mur a decorrere dal 2025 e 60 mln di € per il riordino del Cnr) senza una chiara destinazione dei fondi che come obiettivo l’assunzione di personale di ruolo per far crescere la consistenza complessiva degli addetti alla ricerca del Paese, sarà difficile invertire la tendenza.Gli squilibri del sistema degli enti: alla debolezza strutturale dei piani nazionali di ricerca si deve aggiungere l’assenza di un coordinamento generale delle politiche e del finanziamento degli Epr la cui vigilanza è attualmente in capo a 7 diversi dicasteri. Incredibile a questo proposito che gli investimenti per il personale contenuti nella legge di bilancio 2022 siano in via esclusiva destinati al personale degli Epr vigilati dal Mur.Si rischia una ripresa e radicalizzazione dei percorsi di Autonomia,  con un PNRR che accompagna il processo (divergenze tra atenei, diffusione fondazioni private, creazione di un sistema di ricerca parallelo a regime privatistico, in competizione per l’accaparramento delle risorse con quello pubblico delle università e degli enti di ricerca). Gli atenei che sono rafforzati sono soprattutto quelli di punta,  liberare lacci e lacciuoli dell’attuale sistema nazionale, con la radicalizzazione dell’autonomia (art 1 comma 2 della legge 240 del 2010), la flessibilizzazione di SSD e piani di studio, la riduzione del ruolo dell’ANVUR.In questo quadro, sarà importante sviluppare un’azione capillare di osservazione critica sull’implementazione concreta dei progetti PNRR, monitorando la creazione dei nuovi hub, fondazioni e strutture, la loro configurazione normativa e la loro gestione concreta, i rapporti di lavoro che saranno realmente instaurati e la loro forma (come la distribuzione di risorse e compensi nel personale universitario). Un impegno a cui  sono chiamate necessariamente tutte le realtà scientifiche ,sindacali, associative, di riflessione e confronto del mondo universitario. La nuova bolla di precariato che si sta gonfiando con queste risorse, inoltre, sarà inevitabilmente dispersa su molteplici strutture e renderà necessario tanto rilanciare sportelli e interventi di supporto diretto alla loro condizione, quanto sviluppare movimenti di organizzazione di queste figure a tempo determinato ed atipiche, oltre che fondamentale riprendere le richieste  di allargamento degli organici di ruolo negli atenei e quindi di stabilizzazione di queste figure. In ogni caso, il peso del PNRR sul Sistema universitario e quello degli enti di ricerca (intrecciato con le diverse revisioni normative ad esso connesse) rende prioritario focalizzare l’attenzione di tutti, a partire da noi stessi, sulla salvaguardia dei Sistemi nazionali dell’università e della ricerca, che proprio oggi con queste nuove risorse rischiano di esser divaricati ulteriormente, costruendo un sistema formativo e della ricerca stratificato e gerarchico, in cui i modelli competitivi e di new public management eroderanno ulteriormente e significativamente l’università se ovviamente non si cambia registro.

Copyright © 2013 www.tutteperitalia.it. Tutti i diritti riservati.