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Francesco e la giornata del Creato 1 settembre Alessandra Servidori       FRANCESCO ci invita a rispettare e ad amare madre terra   Oggi 1... Read more
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Le 4 Signore di forza italia fanno primavera Alessandra Servidori  Le quattro signore di Forza Italia fanno primavera Silvio Berlusconi ha... Read more
CAREGIVER FAMILIARI -19 Febbraio Bologna       Associazione Culturale Nazionale            TUTTEPERITALIA                         ... Read more
QUELLO CHE CONTESTO NEL DDL CIRINNA' Alessandra Servidori                FORMICHE.NET  Quello che  è  evidente nel ddl sulle unioni... Read more
Malattie professionali. ecco la guida amichevole Alessandra Servidori    27 settembre 2017 Continua il nostro impegno per le donne egli uomini e... Read more
Vi racconto la vera storia di Stefano Parisi Vi racconto la vera sfida di Stefano Parisi           formiche.com di Alessandra Servidori... Read more
LETTERA APERTA ALLE DONNE Alessandra Servidori- Presidente nazionale TUTTEPERITALIA-Lettera aperta ad alcune donne amiche e... Read more
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Genitori lavoratori nella morsa dei congedi della dad dei controsensidei                 GENITORI nella morsa della dad dei congedi dei controsensi         ... Read more
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INNOVAZIONE E PARI OPPORTUNITÀ a cura di Alessandra Servidori Studiose insieme contro il Virus e oltre                  Nuova professionalità Giugno 2020    INNOVAZIONE E PARI OPPORTUNITÀa cura di... Read more
NUOVA SCUOLA? BRUTTO INIZIO x i nostri giovani Alessandra Servidori Lo abbiamo già  scritto e detto quando il testo della riforma scolastica... Read more
Libera e democratica opinione sul decreto OMOFOBIA                       Alessandra... Read more
NO LA CANNA DI STATO NO Non condivido  anzi la  contrasterò con tutto il mio convincimento ( e non solo) questa proposta ... Read more
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Quando le signore in parlamento sono merce di scambio Alessandar Servidori Quando le Signore in Parlamento sono merce di scambio Sarà quel... Read more
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3 Giorni a Cernobbio : c'era una volta la Grann Class dell'economias ALESSANDRA SERVIDORI      https://www.startmag.it/blog/movimento-5-stelle/   Durante la 3... Read more
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Non solo critiche: così a Bruxelles si lavora contro il virus ALESSANDRA SERVIDORI    www.ildiariodelavoro.it   29 Aprile 2020 Non solo critiche: così a... Read more
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Autonomia differenziata : a che punto siamo?

Alessandra Servidori     START MAGAZINE 3 agosto 2019

Al frastuono segue il silenzio. Sull’autonomia differenziata l’informazione politica è in stop and go. Ma non è colpa dei mezzi di informazione :è che il Governo non sa mediare tra le richieste pervenute ed è di primaria importanza invece in politica saper fare sintesi . Pochissimo si sa in che termini è il progetto :di poteri e competenze rivendicate dalle 3 regioni più importanti e cioè il Veneto che ne ha chieste 23,la Lombardia 20,l’Emilia Romagna 16 e sappiamo che con la Presidenza del Consiglio sono state raggiunte separatamente delle intese. In buona sostanza si andrà comunque – non si sa ancora come ma si andrà-  ad  una sovranità regionale che implica una cessione molto forte di poteri da parte dello Stato centrale e dunque dei ministeri oggi competenti :istruzione, ambiente,alimentazione,infrastrutture ,trasporto, credito. E’ interessante visitare il sito del Ministero Affari regionali dove si evidenzia la spesa statale regionalizzata in materia di istruzione scolastica e universitaria, diritti sociali e in cima alla graduatoria delle regioni che hanno speso i contributi per i propri abitanti figurano Valle D’Aosta,Trento,Sardegna,Bolzano mentre Lombardia Veneto Emilia Romagna sono le ultime. Dunque la questione più importante sarebbe dimostrare quali sono le regioni più virtuose ed efficienti sui quali si rivendica l’attribuzione delle competenze e i relativi fondi,perché è solo su dati scientifici si può credibilmente ragionare. E questi non sono a disposizione. La definizione di costi e benefici standard nelle bozze che abbiamo fugacemente letto è molto ambigua nonostante sia affidata ad un comitato composto dagli enti regionali e sappiamo bene per esempio che  si stanno scaricando effetti di assorbimento da parte delle regioni dei disoccupati di alcuni enti soppressi ,di quota 100 soprattutto per istruzione e sanità. Siamo un Paese che porta le cicatrici di lunghe contrapposizioni  di interessi territoriali,sono cambiati gli scenari europei e ultimamente abbiamo visto aumentare disillusioni e timori, egoismi e rancori, ma quando l’Italia è divenuta più unita,ricordiamocelo si è sviluppata maggiormente. E questo vale anche per l’Europa. Ora ci si sta spartendo cinicamente i residui delle risorse pubbliche ma è in gioco  con la regionalizzazione gran parte delle risorse pubbliche di scuole,servizio sanitario,beni culturali,infrastrutture,lavoro e l’autonomia differenziata rappresenta una radicale revisione di come funziona l’Italia e si accrescono enormemente i poteri di gestione delle risorse pubbliche delle classi dirigenti regionali. Sono solo tre le regioni che si sono mosse sul piede di guerra perché le altre tacciono fra il desiderio di acquisire maggiori poteri  di gestione e intermediazione per sé e le preoccupazioni per essere i loro cittadini le principali potenziali vittime. I partiti sono silenziosi oppure si spaccano all’interno delle regioni più coinvolte .Con le elezioni regionali in porto alcune regioni tradizionalmente di sinistra inseguono la lega tralasciando proposte incardinate sui propri valori di riferimento e sul complessivo interesse nazionale. Il recentissimo rapporto Svimez ha sottolineato il problema centenario del meridione di disoccupazione e povertà e indica il dissolvimento di un futuro condiviso e di una ripresa dell’economia italiana trascinata in basso dalla cattiva politica e dalle fratture e in ogni caso di una incapacità di una trasformazione del funzionamento dell’Italia e di modifiche senz’altro necessarie che possano migliorare le politiche pubbliche avvicinandole ai cittadini.

 

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